Diop lascia Futuro nazionale:
«Le persone al centro, non le appartenenze
o il peso delle disponibilità economiche»
POLITICA - Il recanatese ha annunciato oggi l'uscita: «Pensavo potesse essere il partito della gente e per la gente. Purtroppo, nelle Marche, alcune scelte e alcuni atteggiamenti mi hanno fatto sentire distante da quell’idea»

Paolo Diop e Roberto Vannacci
Paolo Diop lascia Futuro nazionale. «Pensavo potesse essere il partito della gente e per la gente – ha detto -. Purtroppo, nelle Marche, alcune scelte e alcuni atteggiamenti mi hanno fatto sentire distante da quell’idea e dai cittadini che si vorrebbero rappresentare».
«Mi aspettavo ascolto, umiltà e vicinanza alle persone – ha continuano Diop -. Invece, alcune presenze politiche mi hanno lasciato perplesso: penso, per esempio, a Fabrizio Ciarapica, proveniente da Forza Italia, e al vice vicario responsabile regionale che, per quanto mi risulta, risiede in Svizzera. Se si afferma “prima gli italiani”, è legittimo chiedersi come si concili questo principio con la scelta di affidare un ruolo regionale così importante a una persona che risiede all’estero. Non è un’accusa, ma una questione sulla quale credo sia giusto fare chiarezza».
Per Diop, il «il rinnovamento deve mettere al centro le persone, non le appartenenze o il peso delle disponibilità economiche. La politica dovrebbe essere vicina ai cittadini, credibile e capace di ascoltarli: oggi, purtroppo, non ritrovo questi valori in Futuro Nazionale nelle Marche. Questa è stata la parentesi più breve della mia esperienza politica. Nel tempo ho fatto parte soltanto di due partiti, Fratelli d’Italia e Lega, e non avrei mai immaginato di lasciare una formazione dopo appena sei mesi» ha concluso. La decisione arriva dopo che in precedenza Diop aveva lasciato l’incarico di responsabile dei comitati di Futuro Nazionale.
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