Indennità fissa al posto dei “gettoni”,
Cherubini stoppa Pantanetti:
«Proposta fuori dal tempo»

MACERATA - Il responsabile cittadino del Movimento 5 Stelle prende le distanza dalla proposta dell'esponente di Uniamo Macerata che sbarca lunedì in Consiglio. «La politica deve essere un servizio, non una convenienza economica. Si rischia di alimentare nei cittadini la percezione di una politica concentrata sul proprio benessere economico anziché sulle esigenze della collettività»

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verdicchio cherubini

Alice Verdicchio e Roberto Cherubini

«No all’indennità fissa per i consiglieri comunali. La politica deve essere un servizio, non una convenienza economica». Una proposta che scuote l’opposizione quella che Luciano Pantanetti di Uniamo Macerata porterà lunedì prossimo in Consiglio comunale con un ordine del giorno per sostituire il gettone di presenza con un’indennità di funzione mensile. Ad alzare le barricate è Roberto Cherubini, responsabile del Movimento 5 Stelle Macerata, che esprime la posizione del gruppo, rappresentato in consiglio comunale da Alice Verdicchio.

«Manifesto tutto il nostro stupore e la nostra netta distanza dalla proposta trasversale che sta arrivando in consiglio comunale – esordisce Cherubini – e che punta, nei fatti, ad aumentare il trattamento economico dei consiglieri attraverso l’introduzione di un’indennità fissa mensile in sostituzione dell’attuale gettone di presenza. Riteniamo questa iniziativa fuori dal tempo e imbarazzante, soprattutto di fronte alle tante famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese e ai cittadini che ogni giorno devono affrontare difficoltà economiche crescenti. In un momento come questo, crediamo che la politica debba concentrarsi sulle risposte ai problemi reali delle persone, non sul miglioramento del proprio trattamento economico».

Secondo l’esponente pentastellato, «la questione è ancora più delicata perché la proposta arriva a pochi mesi dalle elezioni amministrative – aggiunge – chi si è candidato a consigliere comunale conosceva perfettamente le condizioni economiche previste per svolgere questo incarico, compreso il sistema dei gettoni di presenza. Per questo riteniamo inopportuno aprire proprio ora una discussione che potrebbe tradursi in un aumento dei costi a carico della collettività. Nell’ordine del giorno presentato si sostiene che l’attuale sistema dei gettoni non valorizzi adeguatamente l’impegno dei consiglieri, che non si esaurisce nelle sedute ufficiali, ma comprende lo studio degli atti, la preparazione delle riunioni, il confronto con gli uffici e l’ascolto dei cittadini. Si afferma inoltre che una diversa remunerazione potrebbe favorire la partecipazione di lavoratori dipendenti, professionisti, giovani e persone che, nelle attuali condizioni, avrebbero maggiori difficoltà a dedicarsi all’attività consiliare. È proprio una delle motivazioni addotte nell’atto a lasciarci perplessi: l’idea che un trattamento economico più vantaggioso possa invogliare più persone a candidarsi. Davvero vogliamo incentivare la partecipazione politica attraverso il compenso economico?».

I consiglieri comunali percepiscono un gettone di presenza che è proporzionale al numero di abitanti della città in cui operano: a Macerata il gettone di presenza vale 32,53 euro a seduta, mentre nelle grandi città si supera i 100 euro. «Noi crediamo che la disponibilità a impegnarsi per la propria comunità debba nascere dal senso civico, dalla passione e dalla volontà di contribuire al bene comune, non dalla prospettiva di ottenere un’indennità mensile. La proposta richiama anche una possibile riforma nazionale che parametri l’indennità dei consiglieri a quella del sindaco, con percentuali e limiti differenziati. Un sistema che potrebbe comportare costi significativi per le casse pubbliche e sul quale sarebbe necessario conoscere con chiarezza gli importi previsti, siano essi a carico degli enti o della fiscalità nazionale. Naturalmente non neghiamo che il ruolo di consigliere comunale richieda tempo, studio, responsabilità e impegno anche al di fuori delle sedute. Ma per il Movimento 5 Stelle fare il consigliere comunale significa innanzitutto mettersi al servizio della comunità, maturare esperienza amministrativa e fare scuola politica. Non si può ridurre la partecipazione alle istituzioni a una questione di convenienza economica. La nostra presa di posizione è necessaria anche perché questa iniziativa, pur partendo dalla minoranza, ha raccolto le firme di diversi consiglieri di maggioranza, configurandosi quindi come una proposta trasversale».

Cherubini ha deciso di intervenire «per chiarire senza ambiguità la nostra distanza politica da un’impostazione che rischia di alimentare nei cittadini la percezione di una politica concentrata sul proprio benessere economico anziché sulle esigenze della collettività. La credibilità della politica si costruisce con l’esempio, la sobrietà e la capacità di risolvere i problemi dei cittadini. In un momento in cui tante famiglie chiedono sostegno e risposte concrete, riteniamo che le priorità debbano essere altre. Come Movimento 5 Stelle Macerata attraverso la nostra rappresentante in consiglio comunale Alice Verdicchio, ribadiamo quindi la nostra contrarietà all’introduzione di un’indennità fissa mensile per i consiglieri comunali e rivendichiamo un’idea della politica fondata sul servizio alla comunità, sulla responsabilità e sulla vicinanza ai cittadini».

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