Trovato morto a 34 anni in albergo
durante la vacanza in Vietnam

MORROVALLE - Fabio Zallocco doveva far rientro a Londra, dove lavora, ma è stato rinvenuto senza vita nella camera. Il viaggio era cominciato con la visita ad un amico ad Hong Kong. Il ricordo della cugina: «Un ragazzo con la testa sulle spalle, un gran lavoratore, sempre alla ricerca di nuove opportunità e di qualcosa in più da costruire. Era una persona ricca di passioni e di valori, che amava profondamente la vita e tutto ciò che essa aveva da offrire»

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fabio zallocco

Fabio Zallocco in Vietnam, è l’ultima foto scattata

di Gianluca Ginella

Morto durante una vacanza in Vietnam il 34enne Fabio Zallocco, di Morrovalle. È stato trovato senza vita in una camera d’albergo ad Hanoi, il giorno successivo doveva rientrare a Londra, dove vive. Ieri il corpo è stato riportato in Italia. La tragedia è avvenuta lo scorso 29 settembre (ma di quanto accaduto si è appreso ora).

Fabio, che lavorava a Londra in un ristorante, Piazza Italiana, dove era Beverage manager, era partito con destinazione Hong Kong. Voleva andare a trovare un ex collega che ha aperto un ristorante nella metropoli asiatica. Da lì si era poi spostato in Vietnam, Paese dove era già stato e che voleva continuare a conoscere. Ne aveva approfittato anche per farsi realizzare qualche vestito su misura a Da Nang. E proprio da Da Nang era rientrato ad Hanoi prima del volo, che doveva prendere per tornare a Londra.

Era sceso in un albergo e da lì, poi, avrebbe raggiunto l’aeroporto. Questo il 29 settembre. Il giorno successivo però la terribile notizia della morte ha raggiunto la famiglia a Morrovalle (la mamma vive a Trodica). Secondo quanto hanno appreso dai familiari, il giovane è stato trovato senza vita nella camera d’albergo, la mattina del 29 settembre. Su quanto accaduto le autorità locali hanno avviato gli accertamenti del caso. I familiari sono in attesa di conoscere le cause della morte.

Intanto ieri sera il corpo è rientrato in Italia, a Roma. Da lì sarà poi portato a Morrovalle. Il funerale al momento non è stato fissato. Intanto gli amici hanno organizzando un crowd funding per sostenere le spese del rientro in Italia e il funerale (https://gofund.me/f67930345).

Fabio era un giovane che aveva girato il mondo grazie al suo lavoro. «A 19 anni è partito subito per l’Australia dove ha lavorato per due anni – racconta l’amico Federico Flamini -. Lì si è spostato parecchio: Melbourne, Sidney, Perth, anche Tasmania. Poi per rientrare in Italia ha fatto il viaggio via terra: Indonesia, Thailandia, Vietnam, Malesia, Laos». Poi un viaggio negli Stati Uniti, a New Orleans per una crociera. E in seguito a Londra per lavoro. «Voleva fare una scuola d’arte, si era diplomato al Cantalamessa di Macerata, ma non è riuscito. Quindi ha ricominciato a lavorare, nei ristoranti. A Londra si era fatto una sua vita, era Food and beverage manager, era sommelier». Poi il viaggio a Hong Kong per trovare l’ex collega e amico «Era molto soddisfatto, l’avevo sentito e mi aveva detto che stava pensando di vedere se riusciva a spostarsi a Hong Kong».

La cugina Valentina Venturini ne fa un bel ricordo, ripercorrendo la sua vita e i viaggi, cominciati prestissimo. «Fabio era una persona buona, onesta, gentile, responsabile, colta, ambiziosa e generosa – scrive Valentina -. Un ragazzo con la testa sulle spalle, un gran lavoratore, sempre alla ricerca di nuove opportunità e di qualcosa in più da costruire. Era curioso, determinato, desideroso di crescere e di mettersi alla prova, ma soprattutto era una persona presente e disponibile, capace di esserci per la famiglia, per gli amici e per chiunque avesse bisogno di lui che anche vivendo lontano, non faceva mai mancare la propria vicinanza. Era una persona ricca di passioni e di valori, che amava profondamente la vita e tutto ciò che essa aveva da offrire. Amava la fotografia e l’arte ed è sempre stato curioso di conoscere quanto più possibile del mondo, tant’è che già a 19 anni aveva iniziato a viaggiare, spinto da una curiosità inesauribile e da un’irrefrenabile voglia di scoprire luoghi, culture e realtà lontane. Nel corso degli anni aveva visitato posti come la Cambogia, il Nepal, l’Indonesia e l’Australia, vivendo esperienze che alimentavano il suo desiderio di partire, che lo ha accompagnato per tutta la vita, fino al suo ultimo viaggio in Vietnam».

A Londra aveva trovato la sua seconda casa: «Lì aveva costruito una parte importante della propria vita, stretto amicizie e lasciato un ricordo speciale nelle persone incontrate lungo il suo cammino, anche durante i suoi viaggi. Perché Fabio aveva questa capacità: creare legami, entrare nella vita delle persone e lasciare qualcosa di sé, anche lontano da casa. Aveva sempre qualcosa da raccontare, una fotografia da mostrare e un’esperienza da condividere, riuscendo a portarci un po’ con sé anche nei posti più lontani. Fabio era semplicemente vita, che si è spezzata troppo presto, strappando via una parte di cuore a tutti noi. La nostra famiglia ha attraversato momenti dolorosi, e Fabio è stato sempre una presenza preziosa, un punto fermo, qualcuno su cui poter contare e che non ha mai fatto mancare il proprio sostegno. Per questo, oggi, sapere che è proprio lui a mancare fa ancora più male.

Fabio non è stato semplicemente un figlio, un fratello, un cugino, un nipote, un amico, ma una presenza che ci ha accompagnati fin dall’infanzia, una parte importante della nostra vita e delle persone che siamo diventate. Non possiamo che essere grati per tutto ciò che abbiamo condiviso, per gli anni trascorsi insieme e per i ricordi che porteremo sempre con noi. Fa male pensare a tutti i momenti che avremmo ancora potuto vivere insieme, a tutto ciò che avremmo ancora avuto da raccontarci e alla consapevolezza che, questa volta, non ci sarà un suo ritorno.

Oggi, di fronte a una perdita così improvvisa, restano il dolore, tante domande e un vuoto difficile da accettare. Resta la consapevolezza di quanto Fabio abbia lasciato un segno nelle vite delle persone, non soltanto nella sua terra, ma anche lontano da casa, nei luoghi che ha visitato e nelle persone che ha incontrato. Caro Fabio, dicevi che una vita senza viaggiare è come leggere un libro a metà. Avremmo voluto che il tuo libro avesse ancora tantissime pagine da raccontare. E anche se il tuo viaggio si è fermato troppo presto, tutto quello che hai scritto nelle nostre vite continuerà a far parte delle nostre storie, per sempre».

La raccolta fondi servirà per far fronte alle spese, dice la cugina: «In questo momento, in cui ci sentiamo impotenti di fronte a una perdita tanto improvvisa e dolorosa, poter fare qualcosa di concreto per lui rappresenta per tutti noi un modo per sentirci ancora vicini, per prenderci cura di lui e per dimostrargli, ancora una volta, quanto sia stato importante nelle nostre vite. La raccolta non rappresenta soltanto un aiuto economico, ma un gesto collettivo del cuore. Ognuno di noi, nel proprio piccolo, desidera sentirsi utile e contribuire a questo ultimo viaggio, quello che gli permetterà di tornare nella sua terra e riabbracciare simbolicamente la sua famiglia, i suoi affetti e tutti coloro che lo aspettano. Per questo desideriamo ringraziare di cuore chiunque vorrà partecipare alla raccolta fondi e aiutarci a riportarlo in Italia. Ogni contributo, indipendentemente dalla sua entità, avrà per noi un valore immenso».


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