L’anfiteatro di Urbisaglia si “trasforma”
con le luci di Javier Riera
URBS/ALIVE - Tre serate durante le quali l'artista spagnolo ha messo in dialogo geometria, paesaggio e archeologia. Un progetto prodotto da PlayMarche che, attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea e le tecnologie digitali, ha restituito una nuova percezione di uno dei luoghi più suggestivi della provincia

Geometrie di luce che attraversano la pietra, seguono le forme dell’architettura e ne modificano la percezione. Dal 17 al 19 settembre l’anfiteatro romano di Urbisaglia ha accolto “Urbs/Alive 2026”, progetto di Javier Riera, artista spagnolo la cui ricerca indaga da anni la relazione tra geometria, natura, paesaggio e spazio. Per tre sere l’antico anfiteatro è diventato parte integrante dell’opera. Non un semplice fondale sul quale proiettare immagini, ma una presenza con cui la luce è entrata in relazione.

Il taglio del nastro alla presenza dell’artista
L’intervento si inserisce nella ricerca che Riera conduce attraverso la proiezione geometrica applicata a luoghi naturali e architettonici. La geometria diventa uno strumento di interpretazione: un ordine astratto e temporaneo che incontra la complessità del reale e rende visibili, per la durata dell’opera, relazioni inattese. A Urbisaglia questa ricerca ha trovato un contesto particolarmente significativo. L’opera luminosa, per sua stessa natura effimera e immateriale, ha attraversato il monumento senza modificarlo fisicamente. La geometria contemporanea si è misurata con le tracce lasciate dal tempo, facendo della distanza tra passato e presente non qualcosa da cancellare, ma la materia stessa dell’intervento artistico.

Javier Riera
«L’intervento di Javier Riera ha consentito di osservare l’anfiteatro attraverso una prospettiva inconsueta – ha detto Sofia Cingolani, direttrice del parco archeologico di Urbisaglia -. La luce ha instaurato un dialogo rispettoso con le architetture antiche, senza utilizzarle come semplice scenario, ma facendole diventare parte dell’opera. È particolarmente interessante la possibilità di mettere il patrimonio archeologico in relazione con i linguaggi del presente: il sito conserva la memoria della propria storia, ma continua allo stesso tempo a essere uno spazio vivo, capace di generare nuove interpretazioni ed esperienze».
Una rete di competenze artistiche, scientifiche, istituzionali e produttive che ha reso possibile un intervento nel quale il patrimonio archeologico non è stato soltanto il luogo dell’evento, ma il punto di partenza dell’intero processo creativo. Il progetto ha messo così in relazione la tutela e la conoscenza del sito con la possibilità di sperimentare nuovi linguaggi attraverso cui interpretarlo e renderlo contemporaneo.

«Per la nostra comunità è stata un’occasione importante e di grande suggestione – ha detto il sindaco di Urbisaglia Riccardo Natalini -. Abbiamo visto uno dei luoghi più rappresentativi della nostra storia trasformarsi temporaneamente attraverso lo sguardo di un artista internazionale, senza perdere la propria identità. Iniziative come questa permettono di avvicinare pubblici diversi al patrimonio e di far conoscere Urbisaglia attraverso proposte culturali di qualità. Il valore aggiunto sta proprio nella capacità di mettere insieme istituzioni, ricerca, competenze e territorio, facendo dei nostri luoghi non soltanto testimonianze da conservare, ma spazi nei quali continuare a produrre cultura».
La produzione di PlayMarche ha accompagnato la ricerca artistica di Riera nella sua relazione con uno spazio complesso e delicato come quello dell’anfiteatro romano. Un lavoro che ha unito progettazione, competenze audiovisive e conoscenza dei linguaggi del videomapping: dallo studio delle superfici e dei punti di proiezione fino alla configurazione e alla gestione dell’installazione.

«Con Javier siamo partiti dall’anfiteatro, dalla sua architettura e dal rapporto con il paesaggio – ha aggiunto Michele Spagnuolo, ad di PlayMarche -. Non volevamo trasformare il monumento in uno schermo, ma creare le condizioni perché la luce potesse entrare in relazione con la materia e con la storia. È anche il modo in cui PlayMarche interpreta il rapporto tra innovazione e patrimonio culturale. Il nostro lavoro sul videomapping e sui linguaggi immersivi parte sempre dai luoghi e dai contenuti. La tecnologia non è il fine, ma uno strumento attraverso il quale artisti, istituzioni e territori possono sperimentare nuove forme di racconto. Lavorare con Javier Riera in un contesto straordinario come Urbisaglia ha significato portare questo principio alla sua essenza – ha concluso Spagnuolo -: utilizzare strumenti tecnologici complessi per arrivare a un gesto visivo puro, rispettoso e profondamente legato allo spazio che lo accoglie».

Urbs/Alive 2026, progetto di Javier Riera prodotto da PlayMarche, è stato promosso da Palazzo Ducale di Urbino – Direzione regionale musei nazionali delle Marche, in collaborazione con il Comune di Urbisaglia e il Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Macerata, con il contributo della Direzione generale spettacolo del Ministero della Cultura, nell’ambito dell’avviso 2026 per la valorizzazione dello spettacolo dal vivo negli istituti e luoghi della cultura.
Javier Riera a Urbisaglia tre notti di luce, geometria e archeologia