Santissimo Crocifisso, ok al restyling:
ci sono 5,9 milioni

TREIA - La Conferenza permanente ha dato il via libera alla riparazione del santuario. Il commissario Guido Castelli: «Restituiamo alla comunità un luogo identitario, simbolo di fede e coesione»

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Il santuario del Santissimo Crocifisso a Treia

La conferenza permanente ha dato il via libera all’ intervento di riparazione danni e rafforzamento locale del santuario del Santissimo Crocifisso a Treia, per una totale di 5,9 milioni.

Il complesso religioso è costituito da due costruzioni di epoca diversa: la chiesa (XX secolo), costruito sulla demolizione di una precedente chiesa, e l’attiguo Convento dei Frati Minori (XVII-XVIII secolo). La chiesa, una delle prime opere dell’architetto ingegnere romano Cesare Bazzani, rappresenta un unicum dell’architettura eclettica marchigiana, essendo l’unico esempio di edificio sacro italiano realizzato in forme liberty (motivi decorativi in terracotta e cemento), in cui i canoni tradizionali degli spazi liturgici subiscono dei rinnovamenti, espressione del movimento eclettico. L’edificio è infatti espressione dell’eclettismo tecnico, il quale, sotto un rivestimento con forme classiche, si celano tecnologie e materiali frutto della produzione industriale all’avanguardia, visibile nei decori della chiesa.

È previsto l’inserimento di un sistema diffuso di catene metalliche, cerchiature esterne dell’abside e del tamburo della cupola (cerchiatura inferiore), cerchiatura esterna mediante nastri in fibra di acciaio l’apposizione di fasce con fibre bidirezionali su matrice cementizia, per il rinforzo delle pareti murarie del tamburo della cupola (lato interno), abbinato ad interventi localizzati di scuci-cuci ed alla completa ristilatura dei giunti con malta di calce naturale, interventi di riparazione delle lesioni sulle murature esistenti, mediante tecnica dello scuci–cuci per le lesioni più profonde e tramite risarcitura per quelle più lievi e realizzazione di un sistema di tiranti verticali nel campanile per evitare il ribaltamento del campanile.

«Un ulteriore passo avanti nel percorso di rinascita del nostro territorio. Non si tratta soltanto di recuperare un edificio di grande valore storico e religioso, ma di restituire alla comunità un luogo identitario, simbolo di fede e coesione», dice il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

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