
Nella foto da sinistra il consigliere Piero Croia, il sindaco Fabrizio Ciarapica e i genitori del comitato Donatella Pierini, Annie Seri e Adriano Bonifazi
di Laura Boccanera
Obiettivo raggiunto, il centro per l’autismo si farà. L’annuncio è arrivato ufficialmente nel corso di un incontro in Comune oggi fra i genitori che hanno intrapreso la battaglia per l’ampliamento della struttura del Paolo Ricci e il sindaco con alcuni consiglieri comunali. In realtà che la matassa fosse stata dipanata dopo mesi di stallo e trattative era noto già dalla scorsa settimana quando i gruppi politici di maggioranza avevano comunicato lo scioglimento della riserva che lo scorso novembre aveva provocato l’empasse in consiglio con Fratelli d’Italia e Lega contrari.

In quell’ultimo consiglio l’ex presidente Fausto Troiani (poi sfiduciato anche per quell’episodio oltre che per macchinazioni partitiche) si era rifiutato di mettere ai voti un emendamento su cui si trovavano d’accordo parte della maggioranza e dell’opposizione e che sarebbe dunque passato e che prevedeva la riduzione della cubatura prevista dalla variante che si metteva al voto. Dopo 6 mesi Fratelli d’Italia ci ha ripensato e ha dato il suo ok, seppur con alcune limitazioni per l’Asp Paolo Ricci; tra queste la destinazione d’uso: l’azienda dovrà riservare gli spazi solo all’autismo e non estenderli anche ad altri servizi sanitari. In secondo luogo dovrà gestirla senza esternalizzazioni almeno per i prossimi 30 anni. A queste condizioni i meloniani sono tornati indietro anche sulla proposta di riduzione, tornata ai 6mila metri quadrati originari.
Nella sala dell’amicizia stamattina esultano i genitori pronti a depositare le oltre 4mila firme raccolte sul territorio: «è un grande sollievo per noi genitori, sapere di avere una struttura che si occuperà di loro anche dopo di noi» dicono i genitori.
L’iter sarà ora l’accordo di programma tra Comune e Provincia e prima, anche se non strettamente necessario, si tornerà in consiglio comunale con l’approvazione della variante originaria. La nuova struttura che sorgerà a Civitanova Alta prevede 80 posti, tra diurno e residenziale, i tempi previsti, se tutto scorre senza inciampi è di circa 8 mesi per espletare l’iter dell’accordo di programma e poi tornare in consiglio comunale per la ratifica definitiva. Pertanto la piena operatività della struttura non è dietro l’angolo e le famiglie chiedono nel frattempo assistenza: «Servono misure urgenti – aggiunge Adriano Bonifazi del comitato – nel frattempo che il progetto andrà avanti servono comunque risposte dal servizio sollievo, specie per i ragazzi adulti che non vanno più a scuola».

«Sarà uno spazio più moderno, più efficiente, ma soprattutto più grande. Vista la richiesta sempre in aumento – ha commentato il sindaco Fabrizio Ciarapica – sperando poi che la Regione ci riconosca l’aumento del fabbisogno. Prendendo questa disponibilità del Paolo Ricci ora siamo pronti a portare avanti la variante e favorire tutte le attività di nostra competenza. Ci siamo attivati fin da subito, poi in consiglio e quella sera purtroppo non siamo riusciti a votare la variante, ma non si è portato avanti neanche l’emendamento, sospendendo il consiglio. Dopo una serie di interlocuzioni fra maggioranza e Paolo Ricci siamo arrivati a questa sintesi e oggi abbiamo superato ogni criticità. Come procedura faremo un accordo di programma con la provincia che verrà poi votato in consiglio comunale».
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