Indagine Suburra: gli agenti undercover
e il “check” per diventare clienti.
Al via gli interrogatori

TRAFFICO DI DROGA - Oggi la convalida di Giovanni Aru, trovato con una pistola rubata, che poi lunedì sarà sentito sull'inchiesta madre insieme ad altri indagati. Interrogatorio oggi in carcere pure per El Mehdi Bouidra legato a due arresti avvenuti in differita

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Le auto della polizia escono dalla questura di Macerata per eseguire le misure

di Gianluca Ginella

Al via lunedì gli interrogatori per l’inchiesta Suburra, oggi intanto sono stati sentiti due degli indagati, El Mehdi Bouidra, 25enne residente a Fermo, e Giovanni Aru, 24 anni. Per Aru si tratta della convalida legata, non alla misura, ma all’arresto avvenuto in flagranza: la polizia al momento in cui è andata a notificargli il provvedimento che disponeva il carcere ha trovato, nella casa in cui vive a Civitanova, una pistola risultata rubata. Oggi, assistito dall’avvocato Caterina Ficiarà, nel corso della convalida si è avvalso della facoltà di non rispondere. Oltre alla detenzione illecita dell’arma il 24enne deve rispondere di ricettazione.

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Un annuncio per cercare rider

In merito all’indagine è ritenuto uno degli elementi al vertice del presunto sodalizio che gestiva lo spaccio di hashish nelle Marche tramite un canale Telegram e i rider. Meglio: è ritenuto il braccio destro del presunto capo dell’associazione per delinquere.

Sempre questa mattina un altro degli indagati El Mehdi Bouidra, è stato ascoltato dal gip. Da due gip, quello di Macerata e quello di Fermo, in quanto ha subito due arresti in differita per fatti avvenuti nel Fermano e nel Maceratese a giugno e luglio dello scorso anno.

La contestazione, in sintesi, è di aver ceduto, tramite il canale Telegram del sodalizio, chiamato “La Sacra famiglia”, della droga a dei poliziotti infiltrati. Gli agenti undercover hanno giocato un ruolo decisivo nell’indagine riuscendo ad infiltrarsi nel canale Telegram e nella chat di un’altra app di messaggistica istantanea, Signal. Bouidra, dopo che i poliziotti avevano concordato gli acquisti su Telegram, avrebbe consegnato la droga. In un caso il 27 giugno, la consegna era stata a Civitanova, si trattava di cocaina.

Prima c’erano stati i contatti su Telegram. Al poliziotto sotto copertura che voleva comprare la cocaina era stato chiesto lo screen del profilo Instagram, una foto di un documento e un selfie con un documento in mano. Concluse le verifiche si era poi passati alla fase della consegna.

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L’avvocato Domenico Biasco

Non potendolo arrestare all’epoca per non farsi scoprire, l’arresto di Bouidra è arrivato solo in seguito all’esecuzione delle misure cautelari per 12 indagati, arrestati all’alba di giovedì. Bouidra, assistito dall’avvocato Domenico Biasco, si trova in carcere a Fermo. Lunedì comparirà nuovamente davanti al giudice per l’interrogatorio dell’indagine “madre”.

«Ritengo eccessiva la direzione del differimento dell’arresto – dice l’avvocato Biasco -, si tratta di episodi di giugno e luglio del 2025, che avrebbero potuto essere qualificati come arresti facoltativi ed evitare una attività giudiziaria molto faticosa e poco fruttuosa per quel che riguarda l’arresto differito. Si poteva documentare la cessione pur mantenendo il riserbo delle indagini».

Lunedì inizieranno gli interrogatori. Dodici le persone arrestate (8 in carcere, 4 ai domiciliari). Si parte con quelli che si trovano in carcere, assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Gabriele Cofanelli, Massimiliano Cofanelli, Alessandro Brandoni, Giuliano Giordani.

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L’avvocato Caterina Ficiarà

L’INDAGINE – Il sodalizio agiva in tutte le Marche. Se il canale Telegram era quello in cui si poteva comprare la droga, superate rigide verifiche, sul territorio c’erano dei “point”, presenti fisicamente a Fano, Sant’Elpidio a Mare, Cupra Marittima e Grottammare. Si tratta dei punti responsabili della vendita al dettaglio. Dai Point partivano le consegne a domicilio affidate ai rider che venivano selezionati pure loro con controlli rigidi e che ricevevano proposte di guadagnano anche per 4.500 euro al mese.

Al vertice un 28enne maceratese che vive a Morrovalle, soprannominato “Padre”, ritenuto l’ideatore e regista dell’intero sistema e che non risulta tra gli arrestati. Altre 8 persone sono indagate e per loro sono stati fissati gli interrogatori prima di decidere sulla misura. L’indagine della polizia di Macerata (Squadra mobile) e del Sisco di Ancona, è stata coordinata dalla Dda di Ancona e coordinata dai pm Enrico Barbieri e Valeria Cigliola.

gabriele cofanelli e massimiliano cofanelli

Gli avvocati Massimiliano Cofanelli e Gabriele Cofanelli

Secondo gli investigatori il gruppo avrebbe iniziato l’attività nel 2023 e avrebbe raggiunto un giro di spaccio di 150-200 chili di hashish al mese e 30-40 chili di cocaina.

In manette nel corso del blitz di giovedì mattina, con misura in carcere, sono finiti: Giovanni Aru, 24 anni, originario di Nuoro, Sirio Pepi, 27, residente a Potenza Picena, Giulio Bianchi, 68 anni, residente a Fermo, Dorian Puja, 26, albanese, residente a Civitanova, El Mehdi Bouidra, 25, residente a Sant’Elpidio, Gabriele Merolli, 24, residente a Mondolfo, Stefano Merolli, 26, residente a Mondolfo, Axel Giovannetti, 29 residente ad Altidona. Misura agli arresti domiciliari per Marco Palomba, 50 anni, residente a Montichiari, Abdul Manan, 19, residente a Porto Recanati, Widade El Maarri, 23 anni, residente a Monte Urano, Greta Di Carlo, 21, residente a San Benedetto.

Secondo gli inquirenti Giovanni Aru sarebbe il braccio destro del capo del sodalizio. Sirio Pepi è ritenuto uno degli organizzatori con una posizione di vertice, idem per Bianchi e Puja. Bouidra è ritenuto responsabile del “point” di Sant’Elpidio del canale Telegram “La Sacra Famiglia”. I due Merolli sarebbero stati invece responsabili del point di Fano. Axel Giovannetti sarebbe stato uno dei corrieri.

Indagine Suburra, gli arrestati: tra le 12 misure i vertici del sodalizio e il braccio destro del leader

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