Il videomapping italiano
arriva negli Usa e in Lituania:
la scalata di PlayMarche

MACERATA - L'impresa culturale e creativa attiva nel campo delle esperienze immersive in trasferta a negli States Portland e sul Baltico a Klaipėda

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Klaipeda Light Festival

PlayMarche, impresa culturale e creativa maceratese attiva nel campo delle esperienze immersive e del videomapping, rafforza la propria presenza internazionale nel campo della media art con la partecipazione a due importanti festival di light art contemporanea: il Portland Winter Light Festival negli Stati Uniti e il Klaipėda Light Festival in Lituania.

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Klaipeda Light Festival

Due contesti urbani e culturali differenti in cui la realtà italiana presenta installazioni di videomapping capaci di trasformare le superfici architettoniche in dispositivi narrativi immersivi, in dialogo con il pubblico e con lo spazio urbano. A Portland (Usa, Oregon), all’interno del Portland Winter Light Festival, Playmarche (spin off dell’Università di Macerata) presenta Luminous Currents, progetto di videomapping ideato da Davide Sinapsi e curato da Michele Spagnuolo, proiettato sull’edificio degli Electric Blocks.

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Klaipeda Light Festival

L’installazione prende ispirazione dai movimenti degli organismi unicellulari, traducendo in forma visiva processi di espansione, mutazione e continuità. Le dinamiche microscopiche diventano così una chiave di lettura dei sistemi naturali più complessi, generando un flusso visivo in cui l’architettura si trasforma in un organismo luminoso in costante evoluzione. L’opera costruisce un’esperienza immersiva che mette in relazione percezione sensoriale e riflessione scientifica, amplificando fenomeni normalmente invisibili e rendendoli accessibili allo sguardo del pubblico.

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Portland Winter Light Festival

Parallelamente, in Europa, PlayMarche partecipa al Klaipėda Light Festival con Once We Were Trees, un progetto di audio videomapping che si sviluppa come rilettura contemporanea del mito lituano di Eglė, la Regina dei Serpenti. L’opera adotta il punto di vista della figlia Drebulė e si colloca in un momento chiave della narrazione, introducendo una deviazione rispetto alla versione tradizionale: il ciclo della violenza viene interrotto dall’intervento delle sutartinės, antichi canti polifonici femminili che, attraverso una dimensione rituale, aprono a una possibilità di trasformazione e consapevolezza. Il progetto si caratterizza per l’integrazione tra pratiche sostenibili e linguaggi digitali.

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Portland Winter Light Festival

Le immagini sono realizzate attraverso la tecnica della cianotipia, che utilizza luce solare, pigmenti naturali e elementi vegetali, e successivamente rielaborate in ambiente digitale attraverso animazioni 2D. Questo processo ibrido consente di coniugare sperimentazione visiva e attenzione ambientale, rafforzando il legame tra contenuto artistico e materiali utilizzati. La componente sonora, basata su una costruzione immersiva e stratificata, contribuisce a definire l’impatto emotivo dell’opera nello spazio pubblico.

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Portland Winter Light Festival

I credits dell’installazione includono l’animazione di Sarah Le Gigan e Pauline Katz, la curatela di Michele Spagnuolo e il sound design di Theodore Vibert e Diego Ayala Raffalli, in un lavoro che unisce competenze e sensibilità provenienti da diversi contesti europei. Le due installazioni rappresentano approcci distinti ma complementari alla progettazione audiovisiva: da un lato una ricerca visiva di matrice scientifica, orientata all’astrazione e alla trasformazione dei dati naturali in immagini; dall’altro una narrazione simbolica radicata nella memoria culturale e nella rilettura critica dei miti.

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Klaipeda in Lituania

In entrambi i casi, il videomapping si configura come strumento capace di attivare nuove modalità di fruizione dello spazio urbano, ridefinendo il rapporto tra architettura, contenuto e spettatore. Con queste partecipazioni, PlayMarche si conferma tra le realtà italiane attive nei circuiti internazionali della media art, contribuendo alla diffusione di pratiche immersive contemporanee e al dialogo culturale tra territori, attraverso progetti che mettono in relazione innovazione tecnologica, ricerca artistica e dimensione pubblica.



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