La figlia di una “Madre costituente” incontra gli studenti di Matelica
MATELICA - Paola Spano, figlia di Nadia Gallica Spano, ospite della mostra “Le donne della Costituzione” organizzata da Spi Cgil: la sua testimonianza diretta agli alunni dell’istituto Lotto
Sua madre scrisse la Costituzione italiana, oggi Paola Spano, figlia di Nadia Gallica Spano gira l’Italia e incontra gli studenti per ricordare il valore di quell’atto che è stato fondamento della Repubblica.
Romina Maccari con Paola Spano
L’incontro a Matelica con gli studenti dell’istituto Lotto organizzato dalla Lega Spi Cgil di Matelica e dal coordinamento donne della Lega Spi. L’iniziativa si è svolta ieri nell’ambito del progetto “Le donne della Costituzione: volti, storia, coraggio”: prima la visita alla mostra, poi l’incontro con una classe di ragioneria dove Paola Spano è intervenuta come relatrice portando una testimonianza diretta e personale: quella di chi ha vissuto accanto a una delle protagoniste della stagione costituente.
L’iniziativa rientra nel percorso di educazione civica e memoria democratica che lo Spi Cgil Macerata porta avanti nelle scuole del territorio, con l’obiettivo di trasmettere i valori fondativi della Costituzione non solo attraverso lo studio, ma anche grazie al racconto di esperienze vissute.
«Pochi giorni fa milioni di italiane e italiani, tra cui tanti giovani al loro primo voto, sono andati alle urne per difendere l’indipendenza della magistratura e i principi di equilibrio tra i poteri che la Costituzione garantisce — ha dichiarato Romina Maccari, segretaria generale dello Spi Cgil Macerata —. Un’affluenza straordinaria, quasi il 59%, che ci dice qualcosa di importante: le nuove generazioni non sono indifferenti. Sanno riconoscere quando i valori fondamentali sono in gioco e sanno scegliere. Oggi, incontrare Paola Spano, figlia di una donna che quei valori li ha scritti, è stato il modo più concreto per ricordare agli studenti che la Costituzione non è un testo del passato. È una responsabilità viva, che tocca a ciascuno di noi custodire».