Il Tar mette uno stop alla speranza di riappropriazione pubblica di Villa Eugenia, la delusione è palpabile tra i promotori dell’esposto, promosso da Legambiente, che avevano sperato di sovvertire l’esito della delibera comunale con la quale l’amministrazione nel 2018 ha rinunciato alla prelazione sull’immobile storico per 220mila euro.
Il tribunale amministrativo infatti nei giorni scorsi ha respinto il ricorso sancendo di fatto la legittimità della scelta compiuta dall’amministrazione.
La decisione segna un punto fermo su una delle partite più controverse degli ultimi anni, quella legata alla storica villa dove abitò come buon ritiro per anni l’imperatrice Eugenia Maria de Montijo, moglie di Napoleone III.
Commenta il responso dei giudici Anna Donati, dell’associazione Arte che parla di «rinuncia assurda» e di «occasione perduta». «La rinuncia alla prelazione di Villa Eugenia – afferma – delude la speranza dei molti cittadini che hanno conosciuto in passato il suo ruolo sociale e di svago. Quel parco, pur essendo privato, è stato teatro di affollate feste di partito, ha accolto famiglie e amici nei picnic del Primo Maggio o del lunedì dell’Angelo, e non pochi lo sceglievano per fare quattro chiacchiere all’ombra di pini secolari o per una partita a briscola e tressette».
Secondo Donati, la villa «fa parte della memoria di una Civitanova ove tanto territorio richiama la presenza di Napoleone e della sua famiglia» e avrebbe potuto rappresentare «quegli spazi che alla città mancano, accogliere convegni, incontri, musei, giocare un ruolo turistico-culturale di grande richiamo».

Anna Donati
Critica anche la motivazione economica: «È risibile sostenere che i costi per il recupero sarebbero stati insostenibili per un Comune che non naviga nell’oro. Patrimoni del genere è sempre meglio averli che perderli. Intanto si sarebbe potuto recuperare il parco e poi l’edificio. È un bene tutelato, ci sono leggi e finanziamenti mirati, magari diluiti nel tempo».
Donati auspica un ulteriore passo giudiziario: «Mi auguro che si ricorra al Consiglio di Stato. Se i costi sono severi, si apra una sottoscrizione pubblica, gli imprenditori facciano la loro parte, così come le associazioni di categoria. Villa Eugenia deve recuperare il suo vecchio ruolo e diventare bene di tutti».

Erminio Marinelli
Sulla vicenda interviene anche Erminio Marinelli, sindaco nel 2006 quando il Consiglio comunale votò per esercitare proprio quel diritto di prelazione. «Eravamo mossi da un unico intendimento: restituire un bene storico alla città. Tutti insieme, maggioranza e opposizione, dicemmo sì all’operazione».
Marinelli ricorda come già allora fosse chiaro che il recupero avrebbe richiesto risorse importanti, ma l’obiettivo primario fosse «riportare quel bene a patrimonio pubblico. Si ragionava in grande – sottolinea – e non c’era dubbio che la Villa con il suo meraviglioso parco dovessero tornare alla città».
L’ex sindaco definisce «un punto di orgoglio» la delibera del 20 dicembre 2006 e ricorda l’impegno delle amministrazioni successive, fino alla scelta del 2018 dell’amministrazione Ciarapica di transare con il privato per 220mila euro, rinunciando alla prelazione. «Nel rispetto delle decisioni del tribunale – conclude – non posso che dirmi amareggiato. La rinuncia resta un’occasione persa, un passaggio politico e amministrativo che segna la rinuncia a lottare per la nostra storia e identità. Mi auguro che si cominci finalmente a ragionare in termini di restauro, perché fa male vederla ogni anno lasciata nell’abbandono».
Villa Eugenia, respinto il ricorso «Una sconfitta per la città»

Che la ‘nostra’ Villa Eugenia,
sia ormai quasi perduta,
non c’è più da chieder venia,
non è stato ad insaputa;
pure un certo Marinelli,
che ‘fu’ Erminio a Sindacare,
lì ci fece i suoi duelli,
altri poi a dimenticare;
poco in Villa è pur rimasto,
questo ormai è certo vero,
ma chissà se su al Catasto,
troverem qualcun sincero
che ci faccia ancor sperare,
di Non pian regolatori,
che pur Villa a restaurare,
e con dei bravi Gran Signori… m.g.
…mah… gv