Matelica torna a “cercare lavoro”:
il Centro per l’impiego riapre

SERVIZIO - La nuova sede in piazza Enrico Mattei in accordo con la Regione. Sei anni rinnovabili il contratto di comodato

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matelicadi Monia Orazi

Dopo quasi 10 anni dal terremoto, Matelica si riappropria di un servizio fondamentale: la sede del centro per l’impiego torna operativa. Il Comune ha formalizzato la concessione in comodato gratuito alla Regione dei locali di piazza Enrico Mattei, che ospiteranno gli uffici del settore formazione, servizi per l’impiego e crisi aziendali.

La vecchia sede di piazza Leopardi, chiusa all’indomani del sisma del 2016, non è stata recuperata. L’amministrazione comunale ha individuato spazi alternativi nel palazzo di piazza Mattei, per un totale di 51 metri quadri a uso esclusivo e 10 metri quadri in uso comune. Una superficie sufficiente a garantire la presenza sul territorio di un presidio che mancava.

La riapertura della sede decentrata risponde a un’esigenza concreta «per la popolazione di questo Comune e dei comuni limitrofi è estremamente importante la presenza di un ufficio decentrato della Regione Marche che fornisce informazioni e servizi ai cittadini sulle opportunità di lavoro, sulla formazione e supporto in caso di crisi aziendali», si legge nell’atto amministrativo. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è evitare ai cittadini il disagio di dover raggiungere Tolentino, sede del Centro per l’impiego di riferimento, o addirittura Ancona per accedere ai servizi. La logica è quella della prossimità territoriale.

Il contratto di comodato, della durata di sei anni rinnovabili, prevede che la Regione si faccia carico delle utenze per energia elettrica e Tari, già intestate all’ente regionale. Il Comune, invece, continuerà a sostenere i costi per gas, acqua, pulizie e spese condominiali. Alla Regione spetta anche l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per la copertura dei rischi da incendio e danneggiamento della porzione concessa, il cui valore è stato stimato in 46mila euro su un valore complessivo dell’immobile di 4,1 milioni di euro. Il Comune, dal canto suo, garantisce che i locali sono in regola con le norme urbanistiche, edilizie, igienico-sanitarie e di sicurezza, e si impegna a mantenere l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Per quanto riguarda le piccole manutenzioni ordinarie, restano a carico della Regione, mentre eventuali interventi straordinari potranno essere concordati tra le parti con rimborso delle spese da parte del comodatario.



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