di Alessandro Luzi
Accusato di aver sbattuto contro il muro la convivente lungo corso Umberto a Civitanova, di averla insultata e percossa nell’arco di due anni, e in un caso di aver cercato di strangolarla: queste in sintesi quanto contestato a un 34enne che è stato rinviato a giudizio. Oggi si è svolta l’udienza davanti al gup Francesca Preziosi del tribunale di Macerata. L’uomo, residente a Treia, deve rispondere di maltrattamenti verso la donna con cui conviveva, una 33enne.
L’accusa, sostenuta dal pm Vincenzo Gramuglia, parla di circa due anni di insulti e percosse del 34enne verso la donna. Episodi contestati che sarebbero avvenuti a Civitanova e Treia dal 2018 al novembre 2020.

L’avvocato Enrico Di Bonaventura
Una volta il 34enne avrebbe sbattuto contro un muro la donna, lungo corso Umberto a Civitanova. In un’altra occasione, prosegue l’accusa, avrebbe colpito la 33enne all’addome, poi le avrebbe lanciato via la borsa e le avrebbe strappato il telefono di mano.
Secondo l’accusa l’imputato, in un’altra circostanza, avrebbe cercato di strangolare la convivente e di farla cadere a terra, insultandola.
Al 34enne viene anche contestato di aver chiuso la donna sia fuori che dentro casa, di controllarle il telefono e il portafoglio.
Per l’accusa l’uomo avrebbe spaventato la figlia terrorizzandola in più occasioni e facendola piangere ogni volta che le veniva affidata.
L’accusa parla anche di condotte scorrette con la figlia, aggredendo la 33enne di fronte alla piccola. Più volte l’imputato avrebbe minacciato la convivente dicendo che l’avrebbe uccisa.
L’uomo, difeso dagli avvocati Marco Massei e Gabriele Pacini, nega le accuse. La 33enne, tutelata dal legale Enrico Di Bonaventura, si è costituita parte civile. Il processo si aprirà il 13 aprile davanti al giudice Elisabetta Giorgi.
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