
Gianluca Crocetti
Condanna definitiva del consigliere comunale Gianluca Crocetti, i consiglieri di minoranza Francesco Micucci e Lidia Iezzi del Pd presentano un’interrogazione: «Per quali motivi Crocetti continua a ricoprire la carica?».
L’interrogazione nasce dalla condanna definitiva in Cassazione del consigliere Crocetti. La terza sezione penale infatti ha respinto il ricorso dell’imprenditore civitanovese esponente della lista Civitanova unica rendendo definitiva la pena inflitta dalla corte di appello di Ancona che condannava Crocetti per evasione delle imposte ad un anno e 7 mesi di reclusione (pena sospesa).

I consiglieri del Pd Francesco Micucci e Lidia Iezzi
Il punto centrale della questione è l’interdizione dai pubblici uffici: «si tratta di una sanzione che incide direttamente sulla possibilità di ricoprire cariche elettive e funzioni pubbliche, con evidenti riflessi sulla permanenza in Consiglio comunale – dicono Micucci e Iezzi – sembrerebbe applicabile la così detta “Legge Severino” e l’articolo del Tuel che dispongono che la condanna definitiva per determinati reati comporti la sospensione e la decadenza dalle cariche elettive negli enti locali, che scattano di diritto, in presenza delle condizioni di legge, indipendentemente dal beneficio della sospensione condizionale della pena o della non menzione. La legge Severino attribuisce al Prefetto la competenza ad adottare il provvedimento di sospensione decadenza, ma l’amministrazione comunale ha il dovere di attivarsi per segnalare tempestivamente la situazione alle autorità competenti e garantire il rispetto della legalità e del buon andamento dell’Ente, soprattutto in presenza di una interdizione dai pubblici uffici che sembrerebbe incompatibile con l’esercizio della carica consiliare».
Da qui l’interrogazione con cui i consiglieri chiedono a Ciarapica se il Comune sia stato informato della condanna definitiva in modo formale e se e quando sia stata a sua volta segnalata alla Prefettura: «chiediamo per quali motivi a tutt’oggi Crocetti continui a ricoprire la carica nonostante la condanna definitiva e cosa il sindaco o il presidente del consiglio intende fare per garantire trasparenza e legalità. Ci aspettiamo ovviamente che il Sindaco abbia sollecitamente ottemperato a queste previsioni per verificare i fatti di reato commessi da un suo consigliere, sarebbe infatti gravissimo un comportamento omissivo diverso da quello previsto dalla legge, soprattutto a fronte di una sentenza definitiva che dispone anche l’interdizione dai pubblici uffici».
Evasione delle imposte, condannato consigliere comunale. Un anno e 7 mesi a Gianluca Crocetti
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