Ambulatori e spazi per la riabilitazione:
Acquaroli dà il via ai lavori alla Rsa:
«Potenziamo la sanità di prossimità»

SAN GINESIO - Oggi via libera al cantiere. L'investimento è di 7,4 milioni di euro. La struttura avrà 39 posti letto. Il governatore: «Segno tangibile della ricostruzione che procede e il ripristino un servizio fondamentale per tutto il comprensorio. Queste strutture sono uno strumento essenziale per garantire una prospettiva futura alle nostre aree interne»

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Il via al cantiere alla Rsa

Una nuova casa ad accogliere gli anziani: semaforo verde per i lavori di ricostruzione e adeguamento sismico della Rsa di San Ginesio. Oggi all’avvio del cantiere erano presenti il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’assessore all’Edilizia sanitaria Francesco Baldelli, l’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, il sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco e il commissario straordinario per la Ricostruzione Guido Castelli. Hanno partecipato anche la senatrice Elena Leonardi, il sottosegretario Silvia Luconi e il consigliere regionale Renzo Marinelli.

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La Rsa

Il progetto riguarda in particolare i corpi B e C dell’edificio, oggetto di adeguamento e miglioramento sismico, mentre le attività sanitarie ospitate nel corpo A, non interessato dai lavori, continueranno a essere regolarmente garantite durante tutta la fase di cantierizzazione, assicurando la continuità dei servizi di ambulatorio e farmacia che comprendono anche un punto salute e la telemedicina.

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Francesco Acquaroli

Il progetto prevede 39 posti letto complessivi. La struttura sarà articolata su tre livelli. Il piano terra ospiterà i servizi comuni e le funzioni logistico organizzative. Il primo piano sarà destinato alla residenza protetta per anziani, con 19 posti letto, oltre ad ambulatori e spazi per la riabilitazione, inclusi box per trattamenti fisioterapici individuali. Il secondo piano accoglierà la residenza sanitaria assistenziale per anziani non autosufficienti, con 20 posti letto, assicurando una risposta ai bisogni delle persone più fragili. In totale, per realizzare l’opera sono stati stanziati 7,4 milioni di euro.

Il presidente Acquaroli ha sottolineato: «L’avvio di questo cantiere a San Ginesio rappresenta un segno tangibile della ricostruzione che procede e il ripristino un servizio fondamentale per tutto il comprensorio. In un contesto segnato da una popolazione più longeva e dall’aumento delle cronicità, le Rsa diventano uno strumento essenziale per garantire una prospettiva futura alle nostre aree interne, permettendo agli anziani di restare legati alle proprie radici. Con un investimento di oltre 7 milioni di euro, non solo riapriamo una struttura danneggiata dal sisma, ma potenziamo la sanità di prossimità con l’obiettivo di decongestionare gli ospedali e i pronto soccorso».

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Silvia Luconi

«Non solo curiamo un’altra ferita lasciata dal sisma del 2016 – ha detto l’assessore Baldelli – ma facciamo molto di più: diamo ad un comprensorio importante un presidio sanitario moderno e capace di rispondere alle esigenze della comunità. Con il team di architetti e ingegneri della struttura di edilizia sanitaria e ospedaliera portiamo il presidio nel futuro con soluzioni organizzative interne e accorgimenti tecnologici capaci di restituire una qualità delle degenze di tipo alberghiero».

«L’avvio di questo cantiere ha una doppia valenza positiva – ha rimarcato l’assessore Calcinaro – per la comunità di San Ginesio significa riportare servizi essenziali post-sisma in grado di rigenerare l’economia e l’occupazione locale; per il sistema marchigiano rappresenta una risposta necessaria per decongestionare i pronto soccorso e i reparti ospedalieri, offrendo soluzioni specifiche per le cronicità sul territorio».

A parlare anche Castelli: «Oggi, con l’Rsa di San Ginesio, siamo arrivati a un investimento complessivo di 74 milioni; per questa specifica struttura abbiamo stanziato la cifra importante di 7,4 milioni di euro. Le risorse ci sono: la priorità ora è saperle utilizzare bene e con rapidità».

Il sindaco Ciabocco ha detto: «L’Rsa è vitale per San Ginesio, esattamente come lo era negli anni precedenti al sisma. Riavere la disponibilità di queste strutture è una grande soddisfazione perché permette alle persone di restare nel territorio. È il motore e il cuore pulsante necessario affinché la nostra comunità torni a essere importante come lo era prima».

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