Cuoricini ovunque. “Stramaledetti cuoricini”, verrebbe da dire, citando la canzone dei Coma Cose (cui però non è che abbia portato così bene). Ma a Civitanova, per una settimana, saranno il filo rosso che lega centro, città alta, musica, videomapping e vetrine. Sabato alle 17 prende il via la settimana di San Valentino “Civitanova in Love, la città si innamora”, il progetto dedicato alla festa degli innamorati che sceglieranno di trascorrere in città romantici tête-à-tête.

Fino al 14 febbraio in programma incontri culturali dedicati all’amore abbinati a iniziative commerciali. Intanto, l’atmosfera è già cambiata: su corso Umberto I sono state installate le luminarie a tema, un lungo fiume di cuori rossi. «Anche quest’anno – dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica – abbiamo voluto illuminare corso Umberto I come gesto simbolico e identitario, per dare il via a una settimana speciale che parla di emozioni, bellezza e condivisione. “Civitanova in Love” è un progetto che unisce luoghi, persone e linguaggi diversi, valorizzando il centro e la città alta come spazi vivi di incontro e cultura».
Il primo appuntamento è fissato per sabato ai giardini di piazza XX Settembre intitolati a Sesto Bruscantini, dove alle 17 l’amore diventa racconto e musica con “Selfie d’amore in musica”: sul palco il chitarrista Lorenzo Girelli, affiancato dal filosofo Paolo Morbidoni, che guiderà una riflessione dal titolo “L’amore abita qui”, dedicata al valore profondo delle relazioni. Nella stessa area sarà allestita anche un’installazione a forma di cuore, pensata come spazio simbolico e scenografico per foto e selfie, destinata a diventare uno dei segni visivi dell’iniziativa.
Il giorno successivo, domenica 8 febbraio alle 17,30, riflettori puntati su Palazzo Sforza con lo spettacolo di videomapping realizzato da Ad PlayMarche e offerto dall’agenzia di comunicazione Saks, che animerà la facciata dello storico edificio con immagini e suggestioni dedicate al tema dell’amore. Per tutta la settimana, dal 7 al 14 febbraio, la città continuerà a raccontarsi anche attraverso le “Vetrine d’amore”, realizzate grazie alla collaborazione delle associazioni dei commercianti Centriamo e Viviamo Civitanova, coinvolgendo le attività del centro in un percorso condiviso.
La conclusione sabato 14 febbraio, giorno di San Valentino. Nel pomeriggio, a partire dalle 17, si torna ai Giardini Sesto Bruscantini con “Un cuore di emozioni”, esibizione musicale del pianista Sam. Alle 17,30, ci si sposterà al Teatro Annibal Caro, nella Città Alta, per l’incontro con Francesco Sole, che presenterà il suo romanzo “I giorni in cui ho imparato ad amare”, accompagnato da un’esibizione musicale di Lorenzo Girelli dedicata alle canzoni d’amore. L’ingresso è gratuito, con prenotazione consigliata su Eventbrite.
Una marcia in +
Spreco di soldi pubblici
Mauro Narcisi vatte a durmi
Davvero eccessivo
Come siete ricchi per tutte queste luci!!
· Molto Molto molto deffetto
I cuori sono sempre belli. Fanno atmosfera e magari incutono tenerezza anche ai Maranza innamorati. Appena meno bello e' il solito retroscena. Leggi il provvedimento e ti accorgi che qualsiasi scusa e' buona per passare soldi ai soliti amici (sempre quelli). E per la nuova festa nazionale di San Francesco ho idea che si stiano gia' preparando dei lupi a pile intermittenti da appendere sul corso.
Civitanova Lve !!!
Si e con le Gang i tossici che non fanno passeggiare per le vie come la mettiamo?
Bellissima Civitanova Top
I cuori non supereranno mai le voragini comunque buon San Valentino a tutti
Non ve sta vè mai gnente
Ernestino Bidini veramente triste, non si distingue il dovere vivere positivi e i vari problemi che comunque fanno parte di una città,solo un motivo di una politica POLEMICA
Serve?
Io metterei anche tanti cuori con sopra le corna. Perche immagino ce ne siano in maggiore quantita
Stefania Giorgi top
Chiara Gangi tutti brai...a pianta' le corna
I cuori per aria nn compensano la monnezza sotto
Se asfaltate le strade é ancora più bello
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Che sarebbero piovuti,
tanti cuori qui in città,
che con l’Opera e gli acuti,
tanto amore porterà;
che se pure il grande Sesto,
fosse qui a mirar pioggia,
non vedrebbe alcun dissesto,
e nient’altro che l’appoggia;
or scherziam cari signori,
meglio pioggia e cuoricini,
e che campagna ne onori,
per raccolti ed amorini;
Pane amore e fantasia,
era allor cinematografo,
chissà amor se porti via,
qualche altro commediografo… m.g.
Buon san Valentino a tutti…gv
…o forse quasi…
Valeria Rossi profetizzò all’alba del milennio le tre parole che Civitanova oggi realizza: Sole (Francesco), Cuore, Amore.
…ma Massimo, sul tutolo…ehm…titolo, non era pioggia, cuori e love!!? Mah!!! gv
Giuseppe, la pioggia è all’inizio giù dabbasso in Corso Umberto I e serve da scusa per darle un passaggio come cantò Franco Simone. Il progetto dell’amministrazione civitanovese prevede che passata una settimana di preparativi anche filosofici il tutto si concluda felicemente nella Città Alta dove finalmente esce il Sole e la profezia di Valeria Rossi s’avvera. Vergogna e doppia vergogna perché oltretutto sei un nativo del luogo e se tu avessi letto bene tutto l’artucolo e non solo il tutolo le cose non avrei dovuto spiegartele io.
‘Na chioveta ‘e cuori
Ccà a Civitanova stanno facenno San Valentino
comme si fosse ‘na festa commandata d’ ‘o Comune,
cu ‘e cuori ca chioveno ncopp’ ‘a via comme coriandoli
e se pigliano pure ‘e scarpe ‘e chelli che passano.
‘E vetrine songo tutte ‘e rosa e ‘e luccicare,
pare ca Schiaparelli s’è scordata ‘e spegnere ‘a luce
e ha lassato ‘o negozio aperto pe’ fa’ vedé
quanto costa l’ammore cu ‘o fiocco pronto.
Ce stanno ‘e guagliune ca se fanno ‘e riell cu ‘o filtro ‘e cuoricini,
se metteno ‘e facce ‘e malate d’amore pe’ tre secunne
e po’ se ne vanno a magnà ‘na pizza,
ca l’amore sì, ma ‘a fame è cosa seria.
‘E mammà comprano ‘e ciucculatine già incartate
cu ‘o bigliettino stampato: «T’aggio sempe voluto bene»,
e se credeno, pe’ nu mumento sulo,
ca chesto è ‘o vero ammore, ca chesto basta.
‘O videomapping fa’ ‘e scene d’ ‘o cinema ncopp’ ‘o munumento,
musica ca pare ‘na pubblicità ‘e profumo do’ discount,
e tutt’ ‘o paese s’è miso ‘o vestito buono
pe’ fa’ finta ca ‘o core batte ancora forte.
…Massimo…sigh…
Che un’ora di vergogna,
io ora ho pur fatto,
per uscire dalla gogna,
del terribile misfatto;
non mi sono reso conto,
in mia povera ignoranza,
che dovevo seguir racconto,
della vera pur sostanza,
delle mie ‘scanzonature’,
e che tali esse erano,
per giocar all’avventure,
con i cuor e con l’ignorano;
ma la storia era più lunga,
non mi sono reso conto,
il perdon chiedo che giunga,
per avere un po’ di sconto… m.g.
…Massimo, perdona la mia ignoranzola… gv
Non lo so, non lo so, Giuseppe, stavolta l’hai fatta proprio grossa, intanto chiedi perdono anche all’amministrazione comunale che crea l’atmosfera per romantici tête-a-tête che tu evidentemente non meriti, poi si vedrà.
…e già, Massimo, l’atmosfera…
Amministrazione c’è,
con i cuori e con amore,
che perdono io tant’è,
chiedo e cerco con rigore;
non mi merito io tanto,
né il sol il cor e amore,
mi son chiuso in un gran pianto,
per salvare il mio onore… m.g.
…onore alle atmosfere…sigh…
…come Vecchia Romagna… …
il brandy che crea un’atmosfera…
…controllata… gv
Buon San Valentino…
Non c’è più amore a Civitanova,
e non c’è mai stato.
C’è solo la pioggia di cuori:
non cuori che cadono,
ma cuori che precedono la caduta,
che generano la possibilità stessa della caduta,
modelli meteorologici di affetto
lanciati in loop su schermi e su facciate.
Le vetrine non espongono regali per San Valentino:
espongono il segno che l’amore è acquistabile,
e quindi che l’amore è già stato consumato
prima ancora di essere sentito.
Il cuore di peluche, il cioccolatino sagomato,
il filtro a cuoricini sovrapposto allo sguardo:
tutti simulacri di quarto ordine,
copie senza originale,
che non rimandano più a nulla
se non alla loro stessa proliferazione infinita.
Le stories, i reel, i post con #InLoveACivitanova
non testimoniano nulla:
fabbricano la realtà che pretendono di documentare.
Il like è il nuovo battito cardiaco;
il cuore vero è diventato un glitch
nel flusso ininterrotto dei cuori digitali.
Eppure – ed è qui che la simulazione diventa perfetta –
nessuno si accorge della sparizione.
Perché la sparizione stessa è stata simulata
come evento romantico:
“pioggia di cuori”, “la città in love”,
frasi che non descrivono uno stato,
ma lo sostituiscono,
lo cancellano sostituendolo con la loro evidenza luminosa.
Civitanova non è in love.
Civitanova è il modello iperreale dell’essere in love.
E proprio perché il modello è perfetto,
l’amore può finalmente riposare:
non serve più esistere.
Basta che il segno continui a girare,
che la pioggia non smetta mai,
che il deserto del reale resti ben coperto
da questa coltre di cuori
che nessuno ha mai veramente toccato.
Non c’è più differenza tra innamorarsi e postare di essersi innamorati.
Non c’è più differenza tra il cuore e la sua icona.
Non c’è più differenza tra Civitanova e la sua versione brandizzata per sette giorni.
C’è solo la pioggia.
E la pioggia è più reale
di qualunque cosa avrebbe potuto bagnare.
Signor Vallesi, lei non mi sembra sinceramente pentito.
…forse è vero, signor Giorgi, ma mi sembra pure che queste siano cose strettamente personali, di che s’impiccia Lei!!? E poi il Lei, per sua informazione, si scrive in maiuscolo…è la buona educazione. gv
Si contenga, signor Vallesi, da parte mia non intendo certo spalleggiarla nell’offrire uno spettacolo degradante, chiudiamo la querelle, siamo entrambi pessimi e CM farebbe bene a non pubblicare questi nostri commenti.
Signor Giorgi, adesso è tardi, e il suo commentucolo l’ho letto solo ora, ho sonno e ho voglia di dormire, quindi per ora non continuo nei miei commenti che, mi creda, sarebbero assai duri nei suoi confronti, ma siccome sono pur estremamente corretto, mi astengo…comunque buona notte, io sono una persona bene educata. gv
Caro Giuseppe, oggi non ricordo neanche per che cosa esattamente ieri ci siamo bisticciati fino al punto di tornare a darci piccatamente del Lei. S’è frapposta tra di noi, lo vedo rileggendo i nostri infelici commenti, una del tutto inconsistente questione di pioggia e di sole, e ciò mi fa pensare che sia stato il cambiamento climatico in atto a farci litigare. Ti chiedo scusa, facciamo pace.
Buon giorno, Massimo. In effetti, il cambiamento climatico potrebbe
essere all’origine dei nostri diverbi, che poi si sono trasformati in cambiamento cromatico, per così dire, con commenti dei più variati e forse avariati colori. In effetti anche la mia memoria scarseggia (sai, l’età, che non è di certo un’opinione…) e quindi, evitando di andare indietro a rileggermi (già leggermi è una gran fatica, figuriamoci rileggermi…), torniamo a darci di nuovo quel ‘suono’ che davano i bei telefoni di una volta, belli e indistruttibili e duravano una vita, come mi auguro possa continuare a durare la nostra ‘quadrilatera’ amicizia…Ah, dimenticavo gli stallieri, per così dire, e quindi Grok, Carlo e il Secchio, sperando che non s’offendano e continuino a seguirci,
per sempre nei secoli dei secoli…amen-amente… gv