
di Luca Patrassi (foto di Fabio Falcioni)
C’è spazio per il terzo polo. Lo sostengono i rappresentanti di un gruppo di sigle che stamattina, negli spazi del ristorante di Gusto nel centro città, ha annunciato l’intenzione di voler essere della partita per il rinnovo del Consiglio comunale di Macerata e per l’elezione del sindaco. Le sigle sono quelle di Azione, Partito liberaldemocratico, Movimento repubblicani europei, Base popolare e Civici Marche che vogliono scendere in campo con «un progetto politico centrista che sfiderà l’attuale bipolarismo». Si è parlato diffusamente di Europa, dei diritti dell’uomo ed anche di Macerata.

Riccardo Cogliandro
Ad aprire la serie degli interventi Riccardo Cogliandro per il partito Liberaldemocratico: «Lavoriamo da un anno per creare un’offerta politica differente lontana dall’estremismo di destra e di sinistra. Siamo sicuri che l’astensionismo forte deriva da un’offerta politica non rappresentativa del sentimento popolare. Siamo abituati ai cortocircuiti a livello nazionale come si vede con la campagna referendaria e in città dove il potenziale candidato sindaco per il centrosinistra Gianluca Tittarelli è direttore di un centro commerciale quando il centrosinistra ha fatto battaglie contro l’insediamento di un nuovo centro commerciale, quindi in chiaro conflitto di interessi politico. A destra Parcaroli chiede in Consiglio l’autorizzazione a partecipare a un’asta pubblica per rilevare il mattatoio eppoi non si presenta perché incontra chi si aggiudicherà l’asta. Sinistra e destra sono due facce della stessa medaglia, il vero centro è qui».

Luciana Sbarbati
Per i Repubblicani europei c’è Luciana Sbarbati: «Ci confronteremo e troveremo la strada giusta. Destra e sinistra sono due realtà sulle quali riflettere, i valori sono stati accantonati con posizioni che stanno scivolando verso l’estremismo e l’antagonismo e che non possiamo condividere. L’Europa deve ritrovare una fisionomia politica che non può che derivare da una revisione dei trattati, da un esercito europeo per presentarsi con una unica veste. La competizione oggi si fa per continenti, non per nazionalismi, quello che conta è la politica estera. Oggi siamo qua, la puntata di Macerata può essere il primo mattone di un percorso diverso. E’ una bella avventura, presentiamo una persona distante dalle ideologie. Se si parte con il piede giusto si può segnare una svolta nella dinamica di un bipolarismo che sta bloccando l’Italia. La gente non ne può più di sentire slogan vuoti di contenuti».

Federico Valori
Azione è rappresentata da Federico Valori: «Il progetto è liberaldemocratico fondato sulla centralità del cittadino per liberarlo dalle gabbie ideologiche e religiose e recuperare l’orgoglio cittadino e il sano pragmatismo. Macerata, da venti anni a questa parte, sta perdendo il ruolo di capoluogo che l’aveva sostenuta dal diciannovesimo secolo. Facciamo due esempi: il parcheggio a Nord e il rapporto con l’università. Il centrosinistra ha governato a lungo ma non ha uniformità di veduta. La giunta Parcaroli l’ha annunciato ma qualche mese fa è stato l’intervento sorprendente del capogruppo di Fdi che ha accusato i poteri occulti di bloccare l’azione della sua giunta. Questi poteri occulti dove sono? In maggioranza? Consigliere Castiglioni ce lo dica. I rapporti con l’università in tutti questi anni sono stati trascurati dal centrodestra e dal centrosinistra. Vorrei chiudere rivolgendomi ai cittadini: l’unico voto utile è quello alla coalizione centrista, Macerata al centro».

Mattia Orioli
Mattia Orioli per Base Popolare: «Non ci sono centrodestra e centrosinistra, ci sono destra e sinistra radicali, per questo è nata la nostra proposta. Quello che vediamo in ambito nazionale è spostare l’attenzione dai problemi dei cittadini. In Europa siamo in ritardo nella costruzione degli Stati Uniti, di una società funzionale. Oggi in Italia ci accorgiamo che non c’è una politica sociale e industriale. Questa distanza tra elettori e politica è data da un sistema che vuole questo, il problema è per i cittadini. Noi facciamo una coalizione per governare, gli altri per vincere. Macerata è un primo segnale di avanzamento anche per l’Italia. La questione Parcaroli: io sono stato uno dei fautori ma anche uno dei primi a dire che il suo sistema di governare non andava, la logica era la spartizione del potere. La governance di Parcaroli è semplice, si va con chi è più forte. Io ho sostenuto in sindaco civico, ora è un sindaco di Vannacci».

Infine il consigliere comunale Claudio Carbonari per Civici Marche: «La mia storia politica è nota come moderato fin dai tempi dell’università. Civici Marche si basa sull’interesse del cittadino che deve essere promotore dal basso di esigenze del vivere civile. Purtroppo la legge elettorale porta a un dualismo che valorizza i massimalismi ideologici e questo fa perdere ogni istinto di razionalità. Non partecipiamo a quella logica divisiva che sono i temi ideologici, lasciamo libertà di azione.

Claudio Carbonari
Per fare questo è impossibile avere un dialogo con chi vuole imporre da Roma la propria volontà, senza nessun confronto con chi si trova in Consiglio comunale ad affrontare le questioni specifiche. In questi anni in Consiglio comunale le critiche sono sempre state rivolte al concreto. Io ho preso un aereo a Bruxelles per votare contro il centro commerciale Simonetti, nessuno ha voluto affrontare un dibattito nel merito, stesso discorso per la lottizzazione Valleverde e per il piano casa. Se c’è possibilità di un confronto per le comunali, noi accogliamo le idee di tutti, dialoghiamo con tutti».

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Chiu poli pe’ tutti!
Scusate ma se a Macerata arriva la lista Vannacci che succede?