
di Laura Boccanera
Stavolta dovrebbe essere l’ultimo. Il nuovo nome attorno cui la maggioranza farà quadrato per l’elezione del presidente del Consiglio per il post-Troiani dovrebbe essere quello dell’esponente di Fratelli d’Italia Roberto Tiberi. Nei giorni scorsi era emerso il nome di un altro meloniano, Pierluigi Capozucca, che aveva dato pure la propria disponibilità a ricoprire il ruolo.
Dopo settimane di tensioni, stop and go e nomi bruciati nel giro di poche ore, la maggioranza di centrodestra in Consiglio comunale pare aver trovato la convergenza. Una scelta maturata all’interno di Fratelli d’Italia e condivisa dagli alleati, che mette fine a una vicenda politica iniziata con lo strappo della revoca dell’incarico a Fausto Troiani, avvenuta con la maggioranza dei voti (quelli della minoranza, dei tre consiglieri di Lega e civici e di due franchi tiratori)
La fuoriuscita di Troiani aveva incrinato gli equilibri con Vince Civitanova che in un primo momento aveva emesso un aut aut, con il veto sulla provenienza del nuovo presidente, sempre interno alla lista che però, svuotata rispetto ai fasti del post voto nel 2022 è ridotto ormai ai soli Troiani e Mercuri. Nei giorni successivi, il primo nome circolato con insistenza era stato quello di Silvia Squadroni, espressione dell’opposizione, indicazione che però è rientrata quasi subito, travolta dalle resistenze interne e dalla mancanza di una reale convergenza politica. O forse da un passaggio tattico, fatto uscire proprio per far cadere il veto di Vince Civitanova e ricompattare la maggioranza come ha sottolineato la diretta interessata.
Scartata quella ipotesi, l’attenzione si era spostata su Pierluigi Capozucca, nome considerato di equilibrio, ma superato dal criterio che il partito si è dato, ovvero quello della legittimazione del voto: Roberto Tiberi, capogruppo di Fratelli d’Italia è subito dietro a Pantella per preferenze ottenute. Un principio già applicato con la nomina di Roberto Pantella ad assessore dopo le dimissioni di Francesco Calderoni.
Domani sera (ore 21) il consiglio si riunirà di nuovo per l’elezione del nuovo presidente: sono previsti tre scrutini. Se tutti i consiglieri saranno presenti al primo turno saranno necessari i voti di 17 consiglieri, qualora il numero fosse minore, si procederà ad un secondo scrutinio in cui basteranno 13 voti. Se mancherà una convergenza anche su questa seconda votazione si procederà ad una terza consultazione dove il presidente sarà colui che otterrà più voti fra i due nominativi proposti da maggioranza e opposizione. Da capire come giocherà la Lega che dalla rimozione di Troiani si è chiusa in silenzio stampa.
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Speriamo bene, perché non ci dormiamo più la notte.
Con Vannacci che ha finito col sopportare l’inutile Salvini che secondo lui e non solo non aveva nessun peso nel Governo, sempre pronto a votare le decisione del Boss per non rischiare di essere abbandonato nella Ruota degli Esposti , la Lega può cominciare a dormire sonni sempre più tranquilli.