
A sinistra, il presidente nazionale Acli Terra Nicola Tavoletta, a destra Venanzio Pennesi
Si è concluso con un importante riconoscimento per il territorio marchigiano l’ottavo congresso nazionale di Acli Terra, tenutosi a Bologna. Venanzio Pennesi, che poco più di un anno fa aveva contribuito lanciare Acli Terra Macerata diventandone subito presidente, è stato eletto nel Comitato nazionale dell’associazione.
Il riconfermato presidente nazionale, Nicola Tavoletta, ha voluto dare un ulteriore segnale di fiducia al lavoro svolto nelle Marche chiamando Pennesi a far parte della sua squadra di presidenza nazionale in qualità di invitato permanente. Un risultato che corona un percorso di crescita associativa costante: Pennesi è stato infatti anche tra i protagonisti della nascita di Acli Terra Fermo e figura oggi tra i principali promotori della costituzione di Acli Terra Marche, la struttura regionale dell’associazione professionale agricola delle Acli dedicata allo sviluppo del mondo rurale, delle marinerie e dei territori.
Già nel corso dell’ultimo anno, Acli Terra ha avviato i primi contatti con la Regione Marche e con diverse amministrazioni locali. L’obiettivo è quello di concertare azioni concrete e proposte politiche che rispondano alle reali esigenze del comparto agricolo e ittico marchigiano. «Sono molto felice per questa nuova avventura ed è per me un orgoglio poter rappresentare la nostra regione nel Comitato nazionale e portare le istanze del nostro territorio in presidenza – dice Pennesi – in questi mesi di confronto con il presidente Tavoletta, che ha visitato più volte Macerata, ci siamo focalizzati su una priorità assoluta: le aree interne. Non si tratta solo di salvare i borghi, ma di attuare una strategia complessa per contrastare l’abbandono di zone distanti dai servizi essenziali, ma che restano la colonna vertebrale del Paese. Inoltre, la pesca è per noi un settore vitale che non può essere lasciato in balia degli eventi. Tecnologia, mutamenti climatici e nuovi tessuti sociali ci impongono di ripensare l’attività produttiva senza dimenticare il rispetto e la promozione dell’ambiente. C’è tanto da fare, ma mettersi in moto è già un grande punto di partenza».
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