
L’opera “Madonna col Bambino in Gloria”
E’ rientrata nella chiesa di San Domenico la splendida pala d’altare di Bernardino di Mariotto da Perugia, raffigurante la “Madonna col Bambino in Gloria e i Santi Severino, Caterina da Siena, Domenico, Ansano e Giovannino”.
L’opera, un maestoso olio e doratura su tavola degli inizi del Cinquecento dalle notevoli dimensioni di quasi tre metri di altezza per quasi due metri di larghezza, era stata prelevata nel dicembre 2023 per essere sottoposta a un delicato intervento di recupero e restauro reso possibile grazie alla ventesima edizione di Restituzioni.
Il capolavoro è stato affidato in questi mesi alle sapienti mani di Giacomo Maranesi, titolare della MarLeg di Fermo, azienda d’eccellenza nel settore della conservazione dei beni culturali. Il restauro ha permesso di restituire leggibilità e splendore ai colori e alle preziose dorature del maestro perugino che per secoli ha impreziosito l’altare centrale e, precedentemente, la penultima cappella laterale di destra verso l’altare della chiesa settempedana.
Il ritorno in sede è stato gestito dalla ditta Arterìa di Milano. Alle operazioni hanno collaborato anche gli operai dell’ufficio Manutenzioni del Comune di San Severino.
L’operazione di rientro e posizionamento è stata supervisionata da Pierluigi Moriconi, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio delle Marche.
Presente alle operazioni di svelamento della pala l’assessore alla Cultura, Vanna Bianconi, che ha espresso profonda emozione: «Il ritorno di quest’opera non è solo un evento culturale ma un segno di rinascita per la nostra comunità. Vedere la maestria di Bernardino di Mariotto di nuovo tra le mura di San Domenico ci riempie di orgoglio».
Attualmente, la pala è stata posizionata provvisoriamente dietro l’altare della chiesa di San Domenico, dove resterà visibile ai fedeli e ai visitatori. La collocazione definitiva verrà decisa in seguito ai futuri lavori di recupero e restauro che interesseranno l’intero edificio sacro, in parte ancora segnato dalle ferite del terremoto.

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