
Elisabetta Guglielmi con l’avvocato Daniele Stacchietti
di Luca Patrassi
Sentenza di primo grado del Tribunale di Macerata ribaltata in Appello, via libera al rimborso di 81mila euro dei buoni pasto per 31 operatori sanitari assistiti dal Nursind. «Un’altra vittoria centrata dal Nursind. Il primo sindacato a chiedere il riconoscimento del diritto alla mensa e ad ottenere risultati concreti. Tutto gratuitamente per gli iscritti» è il primo commento della segretaria provinciale del Nursind Elisabetta Guglielmi.
«Sul presidio di Tolentino abbiamo ottenuto una sentenza favorevole del Tribunale di Macerata, che ha riconosciuto il diritto al buono pasto per tutti i giorni di effettiva presenza al lavoro – dice Guglielmi – Dopo una prima decisione negativa, il Nursind ha insistito e vinto, superando anche le difficoltà legate a un errore nello scambio dei nominativi che aveva rallentato i pagamenti. Un risultato importante, che ha portato al rimborso di 31 colleghi per un importo complessivo di circa 81mila euro».
Un’altra vertenza: «A maggio di quest’anno, sempre sul tema mensa, per il presidio di Camerino abbiamo ottenuto una conciliazione all’80% netto dell’importo, confermando ancora una volta la fondatezza delle nostre rivendicazioni».
Il contenzioso con Ast: «In Ast – rileva Guglielmi – esiste un regolamento mensa mai firmato dal Nursind, che riconosce il buono pasto solo per metà dei turni lavorati a chi non può accedere alla mensa (Potes e Distretti), creando una palese discriminazione nei confronti di chi lavora in ospedale e, pur avendo la mensa, di fatto non riesce ad utilizzarla. Stiamo lavorando per risolvere una situazione inaccettabile che riguarda i colleghi impegnati in turni di 12 ore consecutive: paradossalmente, proprio dove la mensa esiste (Camerino, San Severino e Recanati), non è prevista alcuna modalità alternativa (pasto sostitutivo, sacchetto da asporto o altra soluzione organizzativa). Il risultato è la totale perdita del diritto. A questo si aggiunge una gestione disomogenea e priva di equità: nei tre presidi ospedalieri cambiano giorni e orari di accesso alla mensa, senza alcuna uniformità. L’Azienda, oltre un anno fa, si era impegnata ad ampliare e omogeneizzare gli orari, a prevedere pasti da asporto per turni lunghi e notturni e a riconoscere i buoni pasto su tutti i turni lavorati, come riportato in diversi verbali. Ad oggi, solo promesse. L’atto aziendale 2025 prevede inoltre 600mila euro per incrementare la spesa dei buoni pasto: chiediamo con forza dove siano finiti questi fondi. Abbiamo richiesto più volte incontri ai direttori generali, senza risposte concrete. La contrattazione si fa ai tavoli sindacali, ma quando le risposte non arrivano, resta il tribunale. Sono in corso i conteggi per depositare nuovi ricorsi, con richiesta di riconoscimento del diritto fino a 10 anni, come previsto dalla normativa. Un ringraziamento all’avvocato Daniele Stacchietti, che segue il Nursind e ha già portato avanti numerose battaglie concluse con esito favorevole»
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