
Lo striscione apparso al cantiere (foto Rinascita Montelupone)
Uno striscione di protesta apparso nel cantiere degli spogliatoi del campo sportivo di Montelupone (poi rimosso) recita: “Tre anni di nulla assoluto e menzogne. Amministrazione e Montedil vergogna”.
Pur prendendo le distanze dalle modalità del gesto, Alessio Bigoni, presidente dell’Usd Monteluponese, coglie l’occasione per ragionare sull’opera che attende di essere ultimata.
«L’impianto sportivo, nonostante le rassicurazioni, è ancora inutilizzabile, privando la nostra associazione e l’intera comunità di un punto di riferimento sportivo e sociale di primaria importanza». La foto dello striscione appeso sullo scheletro in cemento degli spogliatoi è apparsa sulla pagina Facebook Rinascita Montelupone. «Come Usd Monteluponese – dice Bigoni – vogliamo ragionare su questa protesta distinguendo le modalità dai contenuti. Dalle modalità prendiamo le distanze: riteniamo inutile aizzare la pubblica piazza nascondendosi nell’anonimato di una tastiera o di un lenzuolo. Per cultura personale dei nostri dirigenti e per senso di responsabilità nei confronti dei nostri tesserati e delle istituzioni – prosegue – abbiamo sempre ritenuto giusto metterci direttamente la faccia, privilegiando incontri (e scontri) diretti con i soggetti interessati presso gli uffici competenti nel tentativo di trovare soluzioni concrete. Discorso diverso invece per quanto riguarda la rabbia e l’esasperazione che possono aver istigato il gesto: non nasce dal nulla, ma è la diretta conseguenza di ciò che, transitando in via Manzoni, è sotto gli occhi di tutti da quasi tre anni».
Il presidente affonda poi su quelle che sono le dirette conseguenze per la società di calcio che gioca in Terza categoria, rispetto alle lungaggini per la realizzazione degli spogliatoti e quindi all’utilizzo effettivo dell’impianto sportivo. «In questo lungo periodo – spiega – atleti, tecnici, dirigenti e famiglie hanno dovuto affrontare notevoli difficoltà logistiche ed economiche, perdendo quel luogo di aggregazione che per decenni ha rappresentato l’identità sportiva di Montelupone. A tutto ciò si aggiunge un elemento che desta particolare preoccupazione e sconcerto: l’andamento dei lavori da parte della ditta appaltatrice, che procede a ritmi estremamente discontinui e apparentemente senza una chiara pianificazione. Nonostante le varianti al progetto e il significativo aumento dei fondi investiti, l’attività in cantiere appare frammentaria e priva della necessaria continuità, generando l’impressione di una gestione opaca e di un controllo insufficiente sull’esecuzione dell’opera».
Per la società giallorossa: «Ancor più grave è la notizia secondo cui una parte del progetto originario sarebbe stata stralciata, riducendo la portata e l’efficacia complessiva dell’intervento e rischiando di rendere parzialmente inutile l’investimento già sostenuto. Una simile prospettiva, se confermata, rappresenterebbe un duro colpo non solo per l’Usd Monteluponese, ma per tutta la cittadinanza che ha riposto fiducia in questa Amministrazione».
Nella nota la società chiede «con urgenza» al sindaco Rolando Pecora e all’assessore competente e all’ufficio tecnico: un aggiornamento ufficiale e trasparente sullo stato dei lavori, «sulle reali motivazioni dei ritardi e sulle responsabilità connesse», chiarimenti o smentita circa le modifiche progettuali e l’eventuale stralcio di alcune parti dell’intervento oltre a un confronto diretto tra tutti i soggetti coinvolti al fine di individuare soluzioni condivise che consentano di restituire l’impianto alla comunità nel più breve tempo possibile.
«Il campo sportivo non rappresenta solo un luogo per la pratica sportiva. È un simbolo di coesione, crescita ed appartenenza per i giovani e le loro famiglie – conclude l’Usd Monteluponese – vederlo in stato di abbandono, nonostante le promesse e le risorse impegnate, è motivo di profonda delusione e disillusione».
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