
A sinistra Giovanni Cesetti, presidente uscente della Pro loco; a destra il sindaco Fabrizio Luchetti
Lo scontro tra Pro loco e Comune è arrivato all’atto estremo: lo scioglimento dell’associazione. A deliberarlo l’assemblea di ieri pomeriggio all’auditorium San Nicolò, nella quale il direttivo uscente ha deciso di avviare il percorso di scioglimento dell’associazione, che sarà sancito definitivamente con la riunione in programma il 5 febbraio.
Una scelta drastica, per la quale le due parti si incolpano a vicenda. Giovanni Cesetti, presidente della Pro loco, ha esposto ai soci presenti la sua verità. «Non si è presentata nessuna lista per l’elezione del nuovo direttivo e la motivazione è da ricercare nel fatto che nel 2025 non c’è stata sintonia con l’amministrazione comunale – spiega Cesetti – in campagna elettorale, quando abbiamo chiesto all’attuale sindaco se, in caso di elezione, avremmo potuto continuare a sottoporre all’amministrazione un elenco di manifestazioni da organizzare dietro contributo, la risposta è stata che si sarebbe fatto all’inverso, ovvero che ci avrebbe detto l’amministrazione quali eventi organizzare e con quale contributo. Molto chiaro e l’hanno messo in pratica. Nei cinque anni precedenti avevamo organizzato tra i 18 e 20 eventi all’anno, quest’anno, con questo cambio di rotta, ne abbiamo fatti solo cinque, cui si aggiunge la Castagnata che abbiamo organizzato senza il sostegno del Comune e che per fortuna è andata comunque bene. Non abbiamo potuto organizzare, tra gli altri, la Sagra dell’olio del Piantone, il cinema all’aperto, la Marguttiana, la caccia al tesoro, gli Aperitivi al museo, il Villaggio degli gnomi, la lotteria della Befana. Abbiamo proposto un nuovo evento cui tenevamo molto come la festa della birra, ma ci hanno bocciato anche quella. Abbiamo dimostrato negli anni di essere un gruppo del fare e che ci piace volare alto per il nostro paese. Sfumata questa possibilità, abbiamo fatto presente al sindaco che non ci saremmo ricandidati e gli abbiamo girato l’elenco dei tesserati 2025 per dargli la possibilità di presentare una lista. Questo non è accaduto, per cui come da statuto siamo obbligati a chiudere definitivamente».
Non si è fatta attendere la risposta dell’amministrazione guidata dal sindaco Fabrizio Luchetti. «Prendiamo atto della volontà di non procedere all’elezione di un nuovo direttivo tra gli attuali soci e della decisione del direttivo uscente della Pro Mogliano di avviare il percorso di scioglimento dell’associazione – afferma Luchetti – l’amministrazione comunale non è certo rimasta stupita dall’esito della assemblea: tutto lasciava presagire un tale esito. D’altronde alla riunione erano presenti solo 12 dei 71 soci tesserati; di questi, otto erano membri del direttivo uscente. In altre parole, quella del direttivo uscente è stata e si conferma una gestione totalmente autoreferenziale che non poteva che produrre un tale risultato: la convocazione di un’ulteriore assemblea dei soci, prevista per il prossimo venerdì, per sancire lo scioglimento dell’associazione. A parte l’invito rivolto al direttivo uscente di seguire, a pena di ogni giuridica conseguenza, le norme dello statuto che la stessa associazione si è data in piena autonomia nel 2022, l’amministrazione comunale non può che ringraziare tutti coloro che negli anni, soci, membri del direttivo e non, si sono impegnati per organizzare a Mogliano eventi e manifestazioni e non può che esprimere il proprio rammarico per l’incapacità, da parte dell’attuale direttivo, di creare le migliori condizioni per un graduale avvicendamento necessario a garantire continuità all’associazione. La Pro Loco ha, nel tempo, indubbiamente contribuito in modo significativo a vivacizzare la vita del paese, certamente anche grazie ai cospicui contributi ricevuti dal Comune, contributi che nessun’altra associazione ha mai ricevuto in maniera così cospicua; tuttavia l’attuale amministrazione comunale, nel rispetto del proprio dovere di garantire una gestione responsabile e sostenibile delle risorse pubbliche, non poteva che avviare un percorso di riallineamento di tali contributi, finalizzato ad assicurare criteri di sostenibilità coerenti ed uniformi nei confronti di tutte le realtà della comunità moglianese, per una corretta ed equa redistribuzione delle risorse a beneficio di tutte».

Il grafico dei contributi erogati dal Comune alla Pro loco pubblicato via Facebook dall’ente
L’amministrazione comunale nega di aver mai voluto imporre alcunché, «nel rispetto dell’autonomia e indipendenza dell’associazione Pro Mogliano che per statuto è apartitica e apolitica – prosegue l’amministrazione Luchetti – ha semplicemente rivendicato il dovere di gestire le risorse coerentemente con obiettivi definiti e condivisi; il direttivo uscente ha lamentato di aver in passato potuto organizzare ogni anno 18-20 manifestazioni, mentre nel 2025 solo 6, dimenticando di ricordare che chi pagava e finanziava quelle manifestazioni erano gli sponsor e soprattutto l’amministrazione comunale che a piè di lista ne copriva ogni costo. L’amministrazione comunale, coerentemente con i suoi impegni, ha ritenuto non opportuno finanziare con il bilancio comunale la Sagra della castagna, citata nell’assemblea di oggi, ovvero gli esotici, non moglianesi, food truck che niente hanno a che vedere con la tradizione enogastronomica locale. Questa la verità. Quindi l’amministrazione comunale a testa alta può ben dichiarare di aver sempre cooperato con tutte le associazioni del territorio e può ben riaffermare che continuerà, con rinnovato impegno, a garantire, attraverso la collaborazione con l’intero tessuto associativo locale, la realizzazione degli eventi che caratterizzano il nostro amato paese».
(Redazione CM)
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Ogni Pro Loco deve essere autonoma, anche finanziariamente, per non essere ricattabile. Se si
dipende da Comune, quando l’aria cambia, purtroppo la fine della Pro Loco non può essere che questa