Tre minorenni sorpresi in una sala slot
titolari denunciati e multa da 6.666 euro

CINGOLI - Uno dei giovani stava giocando al videopoker quando sono arrivati i militari. Contestati l'accesso ai minori, la mancanza di personale di controllo e la violazione del Tulps. L'attività rischia la sospensione temporanea della licenza fino a 30 giorni

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SalaVLT_SlotMachine_FF-4-325x216Quando i carabinieri della stazione di Cingoli sono entrati all’interno di una sala slot cittadina, all’interno hanno trovato tre ragazzini. Erano minorenni e uno di loro stava giocando al videopoker e così è scattata la sanzione amministrativa da 6.666 euro. Denunciato il titolare per violazioni al Tulps, rischia anche la sospensione temporanea dell’attività.

Nel corso del controllo, i carabinieri hanno riscontrato l’inosservanza delle prescrizioni imposte dalla licenza rilasciata dal Questore, in particolare quelle relative alla gestione delle sale slot, nonché la mancata presenza del personale preposto alla vigilanza durante l’orario di apertura al pubblico, come previsto dalla licenza. Durante l’ispezione, oltre al mancato rispetto delle prescrizioni però i militari hanno accertato che nella sala i tre clienti erano minorenni. I carabinieri infatti hanno proceduto all’identificazione cogliendo anche uno di loro mentre giocava al videopoker. Una circostanza di particolare gravità, considerato il divieto assoluto di accesso e utilizzo degli apparecchi da gioco da parte dei minori, previsto dalla normativa vigente a tutela delle fasce più deboli. Nella stessa occasione, i carabinieri hanno constatato l’assenza del personale incaricato della vigilanza, elemento che ha confermato la violazione delle prescrizioni imposte dalla licenza di pubblica sicurezza e il mancato rispetto delle condizioni necessarie per l’esercizio dell’attività.

Al termine degli accertamenti, per l’accesso dei minori all’interno della sala slot, è stato redatto a carico dei titolari il verbale di contestazione di violazione amministrativa da 6.666 euro. Dell’accaduto sono state informate le competenti autorità di pubblica sicurezza e amministrative, ai fini dell’adozione della sanzione accessoria prevista dalla legge, consistente nella chiusura dell’esercizio per un periodo variabile da un minimo di 10 a un massimo di 30 giorni.



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