
di Luca Patrassi
Marzo, andiamo è tempo di audizioni. Il mese citato però, diversamente dal settembre di dannunziano incanto, è noto per la sua variabilità e il timore è che a Macerata possa riservare qualche imprevisto. In effetti a meno di due mesi dal teorico avvio delle audizioni di Musicultura 2026 esce fuori che il comune di Macerata non ha ancora rinnovato la convenzione con gli organizzatori della rassegna giunta alla edizione numero 37. Non un particolare secondario viste le polemiche estive e i tagli 2025 a firma prevalente della Regione.
Il Comune aveva assicurato che non c’era alcuna volontà di rompere la collaborazione con Musicultura e che si sarebbe trovata una intesa a breve termine. C’è stato in effetti un incontro qualche tempo fa con i vertici del Comune, della Provincia, della Regione e di Musicultura con questi ultimi che hanno spiegato quale fosse la situazione e l’andamento dei finanziamenti pubblici: era sembrato potesse essere sorto qualche difetto di comunicazione tra un assessore e l’altro ma appunto il messaggio finale era stato quello della pacificazione sostanziale e del riconoscimento di Musicultura come elemento trainante della proposta culturale maceratese e marchigiana. Ad oggi però nulla di fatto.
Alle audizioni dovrebbero partecipare trecento artisti e gli organizzatori evidentemente non possono formalizzare nulla, non avendo in mano il titolo formale per farlo. Non solo, c’è anche una criticità legata alla promozione e alle sponsorizzazioni: è evidente che non si può vendere un prodotto senza avere la certezza della disponibilità. Peraltro in Comune sanno bene cosa significhi muoversi in un certo periodo, in un altro o in clamoroso ritardo: fa ancora discutere e molto, per fare un esempio, la contemporanea promozione natalizia a cura del Comune dei biglietti della stagione lirica (i cui incassi vanno nel comparto pubblico) e dei concerti (i cui incassi vanno ai privati). Dagli annunci dell’intesa per l’edizione 2026 di Musicultura sono passati mesi e tutti sono sicuri che anche stavolta ci deve essere stato un problema di comunicazione. Tra un post e un selfie la pratica Musicultura deve essersi arenata da qualche parte. Lo scopriremo scrivendo.
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