Maxi inchiesta antidroga,
Antonio Cicciù tra gli indagati:
«Aiutò i familiari di Perricciolo nella latitanza»

OPERAZIONE POTENTIA - Il 61enne è indagato per procurata inosservanza di pena. Avrebbe dato loro strumenti e informazioni utili a eludere i controlli delle forze dell’ordine per raggiungere la Slovenia, luogo dove ha trascorso la latitanza

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Nucleo elicotteri di Pescara a Civitanova

di Alessandro Luzi

Inchiesta Potentia, ieri a finire in manette, non per una misura cautelare ma perché trovato con un revolver con matricola abrasa, è finito (ai domiciliari) anche Antonio Cicciù, 65 anni. Si tratta del padre di Cataldo e Domenico Cicciù, ieri arrestati perché ritenuti far parte di una organizzazione dedita allo spaccio di droga. Anche il nome di Antonio Cicciù compare nell’inchiesta Potentia.

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Da sinistra Angelo Chiantese, Massimiliano Mengasini e Raffaele Ruocco

La contestazione è di aver aiutato i familiari di Salvatore Perricciolo (non indagati nell’inchiesta Potentia) a raggiungere la Slovenia, dove ha trascorso la latitanza per sfuggire all’esecuzione della carcerazione a seguito di una condanna della Corte d’appello di Perugia. Il 61enne è indagato per procurata inosservanza di pena.

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Per gli inquirenti, il 61enne avrebbe fornito ai familiari di Salvatore Perricciolo, 46 anni, strumenti e informazioni utili a eludere i controlli delle forze dell’ordine. Cosa che avrebbe permesso loro di raggiungere la Slovenia, dove Perricciolo ha trascorso la latitanza. Sul 46enne pendeva un’ordine di carcerazione per una sentenza di condanna della Corte d’appello di Perugia, arrivata nel 2024.

Cicciù è stato arrestato ieri (e messo ai domiciliari) nel corso di una perquisizione dei carabinieri. Pur non destinatario di misure cautelari, gli è stata trovato un revolver con matricola abrasa e carico con cinque proiettili.
La misura cautelare della custodia cautelare in carcere ha riguardato 9 persone, tutte residenti e domiciliate nel comune di Potenza Picena.
A svolgere le indagini che ieri, all’alba, hanno portato all’esecuzione di nove misure cautelari in carcere per 9 persone, tutte residenti e domiciliate a Potenza Picena, i carabinieri della Compagnia di Civitanova che ha visto in azione i comandi provinciali dei carabinieri di Macerata col supporto dei comandi di Ancona, Fermo e Cosenza e il supporto del Quinto Nucleo elicotteri di Pescara.

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Angelo Chiantese, comandante Compagnia carabinieri di Civitanova

L’indagine è stata coordinata dalla Dda di Ancona e nasce dal coraggio di una madre che ha denunciato il figlio, caduto nell’incubo del consumo di droga. L’indagine è stata portata avanti dai pm Enrico Barbieri e Valeria Cigliola. Le misure sono state disposte dal gip di Ancona Sonia Piermartini.

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