
Foce del Chienti (foto Federico De Marco)
di Monia Orazi
La Regione mette sul tavolo 186.835 euro per fare chiarezza sull’inquinamento che da anni affligge le acque sotterranee del basso bacino del fiume Chienti. La giunta regionale ha approvato una convenzione con Arpam per avviare una nuova fase di indagini ambientali che coinvolgerà i territori di cinque comuni: Civitanova Marche, Montecosaro, Morrovalle, Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare. L’area, che nel 2013 è stata declassata da sito di interesse nazionale a sito di interesse regionale, presenta una contaminazione diffusa dovuta principalmente a tetracloroetilene, tricloroetilene, dicloroetilene e dicloropropano.
Si tratta di sostanze chimiche utilizzate storicamente nel settore calzaturiero e manifatturiero, che hanno infiltrato la falda acquifera creando una situazione che richiede monitoraggio costante e interventi mirati. Il piano operativo di dettaglio predisposto da Arpam prevede un’articolata serie di attività. Innanzitutto verrà effettuata una ricognizione della funzionalità dei piezometri esistenti presso le potenziali sorgenti di contaminazione e nei siti dove in passato erano state attivate barriere idrauliche.
Verranno inoltre realizzati undici nuovi piezometri (strumenti che misurano la pressione dell’acqua e il livello della falda acquifera attraverso un tubo inserito nel terreno) per implementare la rete di monitoraggio nelle aree dove i punti di campionamento non sono più accessibili. Un capitolo particolare riguarda l’approfondimento presso un’ex azienda calzaturiera, in seguito alla contaminazione riscontrata in un pozzo privato. In questa zona verranno installati tre nuovi piezometri per caratterizzare meglio la situazione ambientale.
Il cuore del progetto è rappresentato dal monitoraggio capillare delle acque di falda, che interesserà complessivamente 138 punti di prelievo. Le indagini si concentreranno sui siti identificati come potenziali sorgenti di contaminazione e sui pozzi privati dove sono state riscontrate le criticità maggiori. In particolare, verranno monitorate undici aree critiche dove le concentrazioni di tetracloroetilene e tricloroetilene superano i 10 microgrammi per litro, soglia prevista dalla normativa per le acque destinate al consumo umano.
Basso Bacino del Chienti, no dei condomini ai costi di bonifica
Dai, piano piano, su, coraggio
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Se non fosse una tragedia sarebbe una comica.
La storia infinita!
Perdita di tempo?
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I sospetti inquinatori sono stati tutti assolti in ogni sede e l’obbligo di bonifica è ricaduto sui Comuni e, laddove non avessero le risorse, come in questo caso, sulla Regione.
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Lo dicono l’articolo 250 del Codice dell’Ambiente, due leggi regionali e la “Relazione della Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle attività illecite connesse al Ciclo dei Rifiuti e su Illeciti ambientali ad esse correlati”.
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A meno che l’inquinamento non sia ancora in corso, è tutto prescritto e, pertanto, sarebbe saggio convocare la Conferenza dei Servizi fra i medesimi soggetti del 2009 (i Comuni di Civitanova, Montecosaro, Morrovalle, Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare, le Province di Macerata e Fermo e la Regione Marche) e procedere alla bonifica.