di Laura Boccanera
Truffa informatica sventata, nel mirino l’ex presidente Unitre e consulente turistico Luigi Settembretti. Ha rischiato di perdere il conto in banca e un sacco di soldi a causa di un phishing avvenuto tramite Messenger e “camuffato” da messaggio in arrivo dal proprio istituto di credito.
Una truffa orchestrata nei minimi dettagli, con numeri che sembravano reali, nomi ufficiali e persino una finta telefonata da parte del «comando provinciale dei carabinieri». Ma grazie alla prontezza e alla lucidità dell’operatore bancario e del cittadino il tentativo di frode è stato sventato. Una macchinazione durata quasi un’ora, da quando è arrivato il messaggino fino a quando Settembretti si è presentato in banca.
«Nexi: è stata richiesta un’autorizzazione di pagamento da 1.570 euro. Se non sei stato tu contatta il servizio clienti al numero…». Così recitava il messaggio civetta. Allarmato, il civitanovese chiama subito il numero. Dall’altra parte del telefono una voce rassicurante lo informa che è in corso un tentativo di bonifico fraudolento e che la situazione è grave. Lo invitano a collaborare con una presunta indagine interna in collaborazione con i carabinieri. La truffa prende una piega “istituzionale”: poco dopo riceve una chiamata che sul display compare come «comando provinciale carabinieri Macerata».
A parlare è un presunto maresciallo, che lo invita a mantenere il riserbo: «Non dica nulla a nessuno, stiamo cercando una talpa nella sua banca. Ci aiuti con un bonifico “trappola” per incastrare il colpevole. Le detteremo noi l’iban, si rechi in banca».
Insospettito ma ancora incerto, l’ex presidente decide di recarsi in banca. Per tutto il tragitto il truffatore lascia la linea aperta: «ero alle terme, mi ha colto alla sprovvista, mi ha detto che c’era questo tentativo e che stavano cercando di svuotarmi il conto, di andare subito in banca e procedere come poi mi sarebbe stato indicato con un messaggio della polizia postale – racconta Settembretti – Il finto carabiniere mi ha detto che stava facendo una trappola e sarebbero arrivati ad arrestarli. Addirittura, nel tragitto da Tolentino a Civitanova è rimasto sempre al telefono e in alcuni momenti c’era addirittura il sottofondo sonoro delle sirene o delle radio quando trasmettono le comunicazioni interne».
Quando arriva vicino alla banca però arriva il finto messaggio della polizia postale che indica un Iban e un nominativo a cui fare un bonifico istantaneo anche cospicuo. «A quel punto ho lasciato aperta la comunicazione e lasciato il telefono lontano e con un biglietto sono andato dal direttore della banca che ha capito subito, si è complimentato e mi ha invitato ad andare a sporgere denuncia rassicurandomi che non era stato toccato nulla dal conto». L’episodio è stato poi denunciato ai carabinieri della Compagnia di Civitanova.
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