Vandali a Cingoli,
l’associazione camperisti:
«Chiamare il 112 e filmare tutto»

IL COMMENTO di Pier Luigi Ciolli, componente del gruppo operativo dell'ente nazionale, in seguito al lancio di sassi ai veicoli dei turisti in sosta sul Balcone delle Marche. «l voler rimanere anonimi non contribuisce a creare sicurezza perché, se tutti scansano le proprie responsabilità, la delinquenza dilaga e un domani saremo le prossime vittime»

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Foto d’archivio

Riprendere tutto con il cellulare e chiamare il 112. Sono questi i consigli fondamentali che dà l’Associazione nazionale coordinamento camperisti commentando i fatti di Cingoli, in cui una famiglia di turisti, in camper, è stata vittima di ragazzini vandali, che hanno lanciato sassi al veicolo, bussato e fatto rumore nella notte tra sabato e domenica. Come loro, altri camperisti hanno preferito spostarsi e lasciare l’area camper di via San Carlo. 

«Leggendo l’articolo di Cronache Maceratesi e i commenti che lo seguono – sottolinea Pier Luigi Ciolli, componente del gruppo operativo dell’associazione – ci sarebbero delle telecamere installate, quindi attendiamo che le forze dell’ordine procedano anche in assenza di denuncia ad attivare le indagini per accertare i fatti e, qualora ravvisino reati, di trasmetterle all’autorità giudiziaria. Ci auspichiamo che rendessero noto il termine delle indagini e l’esito in modo da consentire ai minorenni che si fossero uniti alla gang per la prima volta, di evitare di frequentare le gang».

Riguardo ai camperisti coinvolti, continua, «visto che tutti hanno a portata di mano un cellulare. nonché alcuni hanno installato sull’interno del parabrezza una dash cam (dispositivo elettronico per videoregistrare ciò che accade nella direzione in cui il dispositivo ndr), il comportamento che invitiamo ad adottare è il telefonare a 112 chiedendo l’intervento di una pattuglia e poi recarsi alla più vicina stazione dei Carabinieri o della Polizia per presentare denuncia, depositando i filmati che consentono l’individuare le persone e i reati attivati. Il voler rimanere anonimi – conclude Ciolli – è fuggire dalle proprie responsabilità civiche e non contribuisce a creare sicurezza perché, se tutti scansano le proprie responsabilità, la delinquenza dilaga e un domani saranno e saremo sicuramente le prossime vittime, subendo danni ai beni e alla persona fisica. Se contribuiamo a non far individuare e punire i minorenni che delinquono oggi, siate certi che appena saranno maggiorenni allungheranno l’elenco dei criminali».

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