Lo strumento della mediazione,
protocollo Unam-amministrazioni

INIZIATIVA - E' stato presentato alla sala stampa della Camera dei deuputati. L’avvocato Massimo Cesca, responsabile nazionale del progetto, ha illustrato le ragioni ed il contenuto del documento

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Da sinistra: Laura Cavandoli, Piero Sandulli, Massimo Cesca, Marco Coiz, Cristina Corba, Andrea Petralli

Presentato giovedì alla Sala stampa della Camera dei Deputati il protocollo d’intesa tra Unione nazionale avvocati per la mediazione (Unam) e le pubbliche amministrazioni per la diffusione e l’attuazione degli strumenti di risoluzione negoziale delle controversie.

Gli interventi, introdotti dall’onorevoli Laura Cavandoli, sono iniziati con l’avvocato Massimo Cesca, quale responsabile nazionale del “progetto P. A.”, che ha illustrato le ragioni ed il contenuto del protocollo d’intesa e a seguire le relazioni sul rapporto tra soluzione consensuale dei conflitti e pubblica amministrazione, di Marco Coiz (magistrato della Corte dei conti del Friuli Venezia Giulia) e di Piero Sandulli (docente di diritto processuale civile Università di Roma).

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Esecutivo e soci Unam insieme ai relatori

Unam è da molti anni impegnata su tutto il territorio nazionale nell’intento di promuovere e diffondere la cultura della mediazione e della negoziazione nella gestione dei conflitti e a tal fine ha ritenuto opportuno costituire un gruppo specifico di lavoro per sollecitare una sempre maggiore diffusione dell’uso degli strumenti della giustizia complementare anche nelle controversie che vedono coinvolte le Pubbliche amministrazioni.

Piero-Sandulli-On.-Laura-Cavandoli-Avv.-Cristina-Corba-Avv.-Andrea-Petrall-Dott.-Marco-Coiz-Avv.-Massimo-Cesca

Il protocollo redatto dall’Unam sarà, tramite la fitta rete di sezioni locali aderenti, proposto a tutte le pubbliche amministrazioni con l’obiettivo di far comprendere che queste procedure costituiscono una grande opportunità e quindi radicarne un uso nelle prassi quotidiane, facendo in modo che siano viste sempre di più, non solo come strumento per diminuire i carichi di lavoro nei Tribunali o come procedure più economiche, ma come strumento prioritario ed efficace per risolvere i conflitti. Nella certezza che questo cambiamento culturale nella tutela dei diritti aiuterà molto a rinsaldare la fiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni oltre che contribuire a garantire una maggiore coesione e pace sociale.



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