“Chiacchierate in osteria”
Le mura raccontano la città

CAMERINO - Nella taverna del terziero di Muralto si è parlato di mura, porte e trasformazioni urbane con relatori Corrado Zucconi, Massimo Costantini e don Stefano Carusi

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Versante nord delle mura

Le mura, le porte e le trasformazioni della città al centro della seconda edizione delle “Chiacchierate in osteria”, ospitata nella taverna del terziero di Muralto. Dopo il successo dell’edizione precedente dedicata al Trecento, l’incontro ha riportato al centro dell’attenzione la storia urbana di Camerino e l’importanza di riscoprire e valorizzare la sua cinta muraria.

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torre di porta San Silvestro

La prima relazione, affidata all’avvocato Corrado Zucconi, ha messo a confronto cartoline d’epoca e foto attuali, mostrando come dai primi del Novecento a oggi sia cambiato il profilo della città, in particolare nei tratti lungo le mura. Non tanto la cinta in sé, quanto gli edifici e la vegetazione non curata che la circondano e che oggi impediscono di godere della vista di Camerino al visitatore che arriva da fuori.

Massimo Costantini ha poi approfondito il tema delle porte cittadine, sottolineando l’ingegnosità del loro tracciato: le strade che vi conducono compiono una curva secca proprio davanti agli accessi per impedire eventuali assalti. Camerino è stata storicamente considerata inespugnabile, e le poche conquiste sono avvenute, ha ricordato, solo per tradimento. Costantini ha anche presentato alcune sue opere pirografate su legno, ispirate a vedute storiche della città, in particolare a quelle legate alla figura di San Venanzio.

Don Stefano Carusi ha concluso il ciclo di interventi con una ricostruzione dettagliata delle mura, soffermandosi sul tratto da largo “Et poi si more” a porta Cisterna. Ha descritto torri e rientranze come elementi difensivi tipici dell’alto medioevo, visibili ancora oggi, ad esempio dalla passeggiata di viale Giacomo Leopardi, dove si riconoscono torri duecentesche inglobate nelle abitazioni successive. Sulla base di studi condivisi con lo storico don Sandro Corradini,  le mura originarie si trovavano più all’interno rispetto a quelle attuali, frutto di un ampliamento del Duecento. Da qui deriverebbe il nome della via Morrotto, ovvero “muro rotto”, punto in cui venne abbattuta la cinta più antica per collegare la città nuova.

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Muro della chiesa di san Silvestro ora inglobato in un muro interno di una casa

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Rappresentazione di Massimo Costantini

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Mura sud con torri



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