
Il cardinale José Tolentino Mendonça
Tolentino tra Papa e poesia. La città diventa in qualche modo protagonista del progetto nazionale “Pasquinate online per il Conclave 2025”, l’iniziativa di satira poetica che accompagna l’elezione del nuovo pontefice, Papa Leone XIV. Promosso dall’associazione culturale Lottava Rima, il progetto coinvolge poeti e scrittori di tutta Italia, invitati a comporre brevi versi in rima ispirati alla secolare tradizione romana delle pasquinate, le pungenti satire affisse un tempo sul busto della statua di Pasquino, voce popolare contro i potenti della Chiesa e della politica.
In mezzo a una moltitudine di penne affilate, spicca quella del tolentinate Stefano Fabbroni, autore di un acrostico in versi dedicato al cardinale portoghese José Tolentino Mendonça, poeta e teologo raffinato, considerato tra i papabili durante il Conclave che ha poi portato all’elezione dell’americano Robert Francis Prevost, ora Leone XIV. Il componimento, intitolato appunto “Tolentino”, è giocato sull’iniziale di ogni verso che, letta verticalmente, compone il nome del cardinale (e della città). Fabbroni, con ironia e stile, affida alla metrica la riflessione su pregi, ambiguità e diplomazie ecclesiastiche, chiudendo con un riferimento gustosamente locale:
Tolentino (José Tolentino Mendonça)
Teologo fine, poeta raffinato,
Ogni mossa da Dio pare ispirato.
La penna corre, la lingua è liscia,
Evade i nodi con flemma e piscia.
Nel dubbio dice: “Vediamo domani”,
Tra i libri e i fiori di lauro e tulipani.
In Curia sfoggia un detto ch’hai da sapé:
Non morde, ma con tono amaro dice:
Or tutto per Nico’ e niente per Catè

Stefano Fabbroni
La chiusura gioca su un detto ben noto ai tolentinati: “Tutto per Nicolò, niente per Catervo”, una frase che da sempre racconta la bonaria (ma persistente) rivalità tra San Nicola da Tolentino e San Catervo, entrambi centrali nella tradizione religiosa locale. Nella satira, quella stessa tensione diventa metafora delle disuguaglianze e dei “due pesi e due misure” della società moderna. Un modo per coniugare cultura popolare, sarcasmo e denuncia civile.
Nonostante non sia stato il cardinale “Tolentino” a diventare Papa, la città si intreccia comunque con la storia papale recente: Papa Leone XIV, prima di salire al soglio di Pietro, ha visitato più volte la città, legandosi alla Basilica di San Nicola e alla comunità agostiniana (leggi l’articolo). La poesia di Fabbroni, insomma, involontariamente è diventata una dedica a Prevost.
Le “Pasquinate online” restano aperte fino al 15 maggio, con la possibilità per ogni autore di inviare fino a 5 componimenti, anche in latino maccheronico o dialetto, corredati da immagini satiriche. I migliori testi saranno pubblicati sul sito ufficiale e presentati in una speciale installazione urbana e digitale, la Statua Parlante, che sarà realizzata a Monterotondo Marittimo (Grosseto).
Bravo Stefano Fabbroni !
Bravo Stefano Fabbroni
Complimenti Stefano Fabbroni !!
Bravo bravo
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Oh versi che danzano, fini e ispirati,
da un teologo-poeta, da Dio toccati!
La penna scivola, liscia come seta,
tra nodi sciolti con grazia discreta.
Con flemma evade, non ha fretta alcuna,
la lingua brilla sotto la luna,
“Vediamo domani”, sussurra al vento,
tra libri, tulipani e lauro d’argento.
In Curia s’ode, tra bisbigli e risate,
un detto che vola, sagace, tra le fratte:
“Per Nicò tutto, per Catè un bel niente!”
e il tono è morbido, ma il colpo si sente.
Oh poeta raffinato, che morde senza graffio,
il tuo verso è un gioco, un divino schiaffo!
Tra fede e ironia, costruisci un altare,
dove la parola sa sempre cantare.