di Francesca Marsili
Cacciato dalla Giunta, l’ex assessore Fabiano Gobbi fa ricorso al Tar contro la decisione del sindaco Mauro Sclavi. Attraverso il suo legale, l’avvocato Marco Gasparri, Gobbi punta ad ottenere l’annullamento, previa sospensione, del decreto di revoca con cui il primo cittadino lo aveva sfiduciato dall’incarico ritirandogli le deleghe al Commercio e alle Attività produttive. L’ex assessore avanza anche una richiesta di risarcimento danni, che, qualora dovesse avvenire, come anticipato dallo stesso in una conferenza stampa: «sarà devoluta al commercio».
L’udienza al Tribunale amministrativo delle Marche è fissata per il 15 maggio. Il ricorso dell’ex assessore è stato notificato al Comune di Tolentino lo scorso 29 marzo, allo scadere dei 60 giorni previsti per Legge. Con una delibera di Giunta del 3 aprile, il Comune deciso di costituirsi in giudizio affidando l’incarico di difendere il proprio operato agli avvocati Andrea Calzolaio e Stefano Torregiani, del Foro di Macerata, per un importo di 17mila euro.
Per il sindaco Sclavi: «Gobbi, nel corso del 2024, ha posto in essere iniziative e ha tenuto comportamenti non in linea con le direttive impartite dall’organo di governo, in particolare contrastando e disattendendo richieste considerate strategiche dall’amministrazione ovvero dal sindaco. Si è rifiutato di avviare/attuare punti importanti del programma amministrativo con cui si è presentata la coalizione».
E’ questo in sintesi il motivo citato nel decreto e che ha fatto venir meno il rapporto fiduciario tra Gobbi e il primo cittadino. Un motivo diverso da quanto dichiarato pochi giorni prima dal presidente del Consiglio Alessandro Massi, referente della lista Tolentino popolare, la stessa in cui è stato eletto Fabiano Gobbi, che affermava che alla base della richiesta di dimissioni di Gobbi in favore della consigliera Benedetta Lancioni, c’era un accordo stipulato tra i due.

L’avvocato Marco Gasparri
Ed è in questa discrepanza che si inserisce il ricorso formulato dall’avvocato Gasparri. «Nel decreto di revoca si afferma che il comportamento dell’assessore avrebbe ingenerato malumori nella componente consiliare che sostiene la maggioranza di governo, portando il gruppo consiliare di provenienza di Gobbi, Tolentino Popolare, a prendere le distanze politiche del medesimo e a criticarne apertamente condotta e operato attraverso una conferenza stampa del 21 gennaio – afferma il legale -. Tuttavia, le predette accuse trovano smentita proprio in tale conferenza stampa, e segnatamente nelle dichiarazioni rilasciate dal gruppo consiliare Tolentino Popolare che, in insanabile contrasto con le motivazioni fondanti l’atto di revoca, ne rivelano la reale nonché illegittima motivazione: “La richiesta di dimissioni all’assessore Fabiano Gobbi in favore della consigliera Benedetta Lancioni è frutto di un accordo partito da lui: a metà mandato avrebbe dovuto fare un passo di lato”. Per costante giurisprudenza amministrativa – evidenzia Gasparri – “Il decreto di revoca della nomina ad assessore adottato dal sindaco non può trovare giustificazione nell’accordo in ordine all’alternanza alla carica di assessore raggiunto in seno ad una delle forze politiche di maggioranza”, “rimanendo il potere esercitato dal sindaco pur sempre funzionalizzato all’interesse pubblico”». In sintesi, per il legale: «La revoca dell’assessore non può essere motivata da ragioni di carattere meramente politico, ma deve necessariamente radicarsi nell’esigenza primaria costituita dal buon andamento dell’organo di gestione, nonché dalla doverosa attenzione all’interesse dei cittadini. Ne risulta un provvedimento viziato per contraddittorietà ed eccesso di potere per sviamento». La cacciata di Gobbi lo scorso 30 gennaio aveva innescato una crisi di maggioranza dalla quale sono scaturite altre due defenestrazioni in Giunta: quella di Elena Lucaroni e Flavia Giombetti, rispettivamente ex assessore alle Politiche sociali e Istruzione la prima, e alla Ricostruzione e Pnrr la seconda.
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