
Marco Tranquinio, europarlamentare del Pd
Il Circolo “Aldo Moro” di Macerata organizza per venerdì 2 maggio alle 21 un incontro pubblico con Marco Tarquinio, già direttore del quotidiano Avvenire e oggi parlamentare europeo. L’evento si svolgerà al teatro parrocchiale di Collevario e sarà l’occasione per riflettere sul ruolo dell’Europa nei conflitti in corso e sulla possibilità concreta di costruire la pace.
Il titolo dell’incontro è tratto da un passo del profeta Isaia: “Sentinella, quanto resta della notte?” – un invito a non rassegnarsi all’oscurità della guerra ma a continuare a cercare la luce della speranza. A introdurre la serata sarà Angelo Sciapichetti, segretario del Circolo “Aldo Moro”, mentre il dibattito sarà moderato da Fabrizio Cambriani.
Tarquinio interverrà per lanciare un messaggio chiaro: «Serve una difesa comune europea, non la corsa al riarmo dei singoli Stati. Una difesa condivisa ci farebbe spendere di meno, non di più. In questi giorni è mancata la voce di papa Francesco – anche se le sue parole restano –, quella voce che ci ricorda che la guerra è una follia sacrilega e disumana».
Il parlamentare ed ex direttore di Avvenire ha anche criticato l’aumento delle spese militari: «Raggiungere il 2% del Pil per la Difesa, come ipotizzato da alcuni Paesi, significa togliere risorse a sanità, scuola, casa e welfare. Non mi pare una grande scelta. In Italia, però, continuo a percepire un profondo sentimento di ripudio per la guerra, come scritto nella nostra Costituzione».
L’incontro si inserisce nel più ampio ciclo di iniziative culturali e politiche promosse dal Circolo “Aldo Moro”, con l’obiettivo di favorire il confronto su temi centrali dell’attualità nazionale e internazionale.
Sul documento impressionante del 2 aprile della commissione europea si sono astenuti Tarquinio e Strada compiendo un atto gravissimo per mantenere l'equilibrio precario del partito piuttosto che conservare la dignità. Una vergogna soprattutto per la figlia di un uomo patrimonio dell'umanità. Alcuni passi di quel documento fanno impressione e chiedono di portare lezioni belliciste nelle scuole e nelle Università. Finché la politica ha queste incoerenze questi incontri hanno fini solo elettorali.
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