Fa festa la maggioranza, che ha respinto in blocco la richiesta presentata dal consigliere di opposizione Luca Buldorini, che chiedeva la sospensione delle deleghe dell’assessora ai Servizi sociali, Silvia Persichini, per una presunta violazione della riservatezza istituzionale dovuta dall’invio della documentazione di atti consigliari ad una pec contestata come non personale.
«Un consiglio comunale amaro per Buldorini – fa sapere la maggioranza con una nota – che dopo aver accusato per giorni sulla stampa l’amministrazione guidata dal sindaco Mariano Calamita ha visto fallire il proprio tentativo, come tutte le altre numerose volte, di fronte ai documenti e all’evidenza dei fatti presentati». In particolare, è stata rigettata la richiesta di Buldorini che verteva sulla sospensione delle deleghe dell’assessora ai servizi sociali Silvia Persichini per una presunta violazione della riservatezza istituzionale dovuta dall’invio della documentazione di atti consigliari ad una pec contestata come non personale. «Invero è stata prodotta la documentazione dalla quale emerge che in virtù di autorizzazioni e politiche aziendali la stessa Persichini detiene l’uso esclusivo con accesso riservato – prosegue l’amministrazione – una pesante insinuazione che poteva essere facilmente verificata da Buldorini prima di iniziare una campagna denigratoria tramite i social e i giornali con l’obiettivo di screditare l’assessora Persichini e l’amministrazione comunale, portando a suo supporto sentenze o riferimenti normativi che si sono poi rilevati o inesistenti o comunque affatto attinenti. Una condotta sconsiderata quella del consigliere Buldorini, offensiva del ruolo istituzionale che lo stesso riveste, atta esclusivamente a ledere la reputazione delle persone e i ruoli che ricoprono, diffondendo informazioni fuorvianti per strumentalizzare e promuovere una propria becera propaganda politica, senza alcun intento costruttivo e propositivo. Insinuazioni che causano inoltre forti rallentamenti in ordine all’azione amministrativa e riversano sull’intera comunità le conseguenze delle sue azioni che occupano tempo agli uffici comunali per le necessarie verifiche».
Durante il consiglio comunale di ieri, Calamita ha letto una relazione inviata dall’assessora Silvia Persichini. «Relazione con la quale ha ricostruito, con un dettagliato excursus, la corretta realtà dei fatti e i fondamenti giuridici di supporto – incalza la maggioranza – successivamente la stessa Persichini è personalmente intervenuta esponendo ampiamente le proprie ragioni, illustrando punto per punto l’infondatezza dei dettati normativi richiamati dal Buldorini. Da ultimo, l’intera maggioranza, tramite un intervento del capogruppo consigliere Rolando Vitali, ha ribadito il pieno sostegno alla medesima con tutte le deleghe che il sindaco ha ritenuto di assegnarle. Il capogruppo Vitali a nome della maggioranza, ha inoltre messo in rilievo che il reale nocciolo della questione sono i 1656 voti espressi per la lista Costruiamo insieme Calamita sindaco dalla cittadinanza lo scorso giugno, pari al 69,23%, dettando una linea ben definita per la seconda volta, a discapito dello stesso Buldorini che invece, per ben due volte non è riuscito a convincere la comunità, affermando che, diversamente da quello che fa il consigliere di minoranza Buldorini, la politica non può diventare mero pretesto per strumentalizzare ogni occasione, sacrificando il bene della comunità sull’altare di logiche di parte».
Da notare che l’intera minoranza, presente con tre consiglieri su quattro capitanati da Buldorini, al momento della votazione dello loro stessa immotivata richiesta, si sono astenuti. Una virata a 360 gradi, dopo che nel consiglio comunale scorso era stata invece la maggioranza a votare insieme alla minoranza sulla mozione per la sospensione della seduta. «Di fatto avvalorando la fondatezza delle ragioni addotte dalla Persichini e l’infondatezza della loro richiesta – finisce la maggioranza – è stata inoltre rigettata dal sindaco anche l’accusa di Buldorini di inerzia amministrativa con relativa richiesta di istituire una commissione speciale sugli affidamenti di incarichi pubblici e verifica della regolarità amministrativa dell’ufficio tecnico, sulla base di una presunta non idoneità di un professionista esterno a cui il Comune ha affidato dei lavori. Infatti, precisato che il tecnico coinvolto è un professionista iscritto sia al Collegio provinciale dei geometri e geometri laureati che all’Ordine degli architetti, è stato dettagliatamente evidenziato che l’amministrazione comunale si è fattivamente attivata, intraprendendo le misure cautelari previste dalla legge che, allo stato attuale, non si è ancora concluso attraverso l’adozione del provvedimento finale come atto obbligatorio previsto».
***

Luca Buldorini
Interpretazione ben diversa invece quella fornita da Buldorini. «Il consiglio comunale di ieri non è stato affatto “amaro” per il sottoscritto, bensì ha rappresentato un’occasione, purtroppo malamente sprecata dalla maggioranza, per correggere gravi errori e dimostrare con trasparenza il rispetto delle norme e delle istituzioni – afferma l’esponente leghista – invece, è prevalsa l’arroganza della forza numerica, usata per respingere ogni richiesta di chiarezza, ogni proposta di buon senso e ogni invito alla responsabilità. La relazione dell’assessora Persichini non ha smentito nulla di quanto denunciato: ha semplicemente reiterato un’autodichiarazione di uso esclusivo di una pec non identificativa, appartenente a un ente privato, sulla quale né il segretario comunale né l’amministrazione sono in grado di certificare ufficialmente la tracciabilità, la sicurezza e l’esclusività di accesso. La riservatezza degli atti, come confermato dal segretario comunale su richiesta formale, è prevista fino alla loro pubblicazione, che avviene solo dopo la discussione in Consiglio. Tutto il resto sono giustificazioni imbarazzate. Quanto al caso del tecnico esterno, per il quale si è richiesto l’accesso agli atti e l’istituzione di una commissione di verifica, è agli atti la sostituzione formale del direttore dei lavori sul cantiere oggetto dell’interrogazione. Un fatto che contraddice in modo evidente l’enfasi con cui la maggioranza tenta di accreditare la regolarità di ogni passaggio. Se tutto era a posto, perché sostituirlo?».
La verità, secondo il consigliere di opposizione, non si afferma con le dichiarazioni, ma con gli atti. «Chi oggi esulta dovrebbe ricordare che ciò che si è voluto evitare nel dibattito politico, cioè la trasparenza e la verifica puntuale dei documenti, sarà invece affrontato in sede formale – rilancia Buldorini – sono stati presentati esposti alle autorità competenti, alla magistratura ordinaria, alla Corte dei Conti e al Garante della Privacy. L’ultima parola non sarà quella di un comunicato entusiasta, ma quella delle istituzioni preposte a garantire legalità, correttezza amministrativa e tutela dei diritti. Lasciamo dunque l’euforia a chi ne ha bisogno per mascherare il disagio di una gestione traballante. Noi attendiamo fiduciosi che venga fatta piena luce. Perché la verità, quella vera, non teme né i voti di una maggioranza né le urla degli ultras. Si dimostra coi documenti. E negarne la consultazione, come accaduto più volte, è già un’ammissione di colpa».
Per la serie" che figura di m...."
Che figura ...
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati