Lube in finale, Fabio Giulianelli:
«Nessuno credeva al progetto giovani,
Blengini non ha voluto rischiare»

CORSA ALLO SCUDETTO - Il patron dei cucinieri a tutto campo: «Siamo la sorpresa che dà fastidio, Medei è riuscito a dare compimento alla nostra filosofia. Non possiamo essere ostaggio dei procuratori che fanno aste per quei 4-5 campioni. C'è rispetto per Trento ma il nostro avversario siamo noi stessi. Civitanova dovrebbe ringraziare per quanto fatto in questi anni, invece l'estate scorsa siamo stati messi in discussione: è stata la cosa che ci ha fatto più male». Intanto fa discutere il dito medio del presidente perugino Gino Sirci ai tifosi cucinieri

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Fabio Balaso e Fabio Giulianelli con la Coppa Italia vinta a gennaio

di Mauro Giustozzi

«Nessun appagamento nella squadra, la partita più importante è sempre quella che deve venire. Quindi quella contro Trento. Per cui godiamoci questa bella e meritata finale scudetto tra due club che hanno puntato sui giovani dando un preciso segnale all’intero movimento». Fabio Giulianelli non sta nella pelle per questa super Lube che, nell’anno meno atteso, mette in fila la conquista della Coppa Italia, la finale di Challenge Cup ed ora l’approdo alla decima finale scudetto della storia del club cuciniero.

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Fabio Giulianelli, ad del Gruppo Lube

Un cammino esaltante e sorprendente per un gruppo nuovo e ringiovanito. «Pensare di infilare tre successi consecutivi contro Perugia, nell’ottica di avere una squadra che sulla carta non era al livello di quelle che ho avuto in passato, non era facile da pronosticare – sottolinea il patron Lube – perché abbiamo affrontato una corazzata come la Sir campione d’Italia in carica. Però questa Lube è diventata una bellissima realtà: ieri ero con i ragazzi nello spogliatoio ed ho voluto far tornare tutti coi piedi per terra. La partita più importante deve essere sempre la prossima e sarà per di più una finale scudetto. E’ facile cadere ora nella tentazione di pensare che siamo bravi, siamo capaci, siamo forti. Bisogna che continuiamo invece a rimanere umili portando avanti le qualità che abbiamo in messo in campo in questa annata».

E’ una Civitanova che nessuno si aspettava a questi livelli già in questo campionato, cosa che ha dato molto fastidio ad altri club che pensavano di avere una concorrente in meno per il tricolore. «Ai miei giocatori ho detto questo –ribadisce Giulianelli-. Diamo fastidio perché nessuno può pensare di perdere contro Boninfante che l’anno scorso era la riserva delle riserve, con Gargiulo che arriva da una piccola squadra, con Bisotto che nessuno conosceva o con Bottolo che dopo i 20 punti nel set sbagliava sempre. Questo fa rabbia agli avversari e crea sconcerto. Invece questa è stata la nostra forza, quella di un gruppo di giocatori che hanno dimostrato sul campo di valere la finale scudetto e di non essere affatto inferiori a campioni osannati e strapagati».

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Coach Giampaolo Medei

Domani è già tempo di gara 1 di finale tricolore sul campo dell’Itas che ha eliminato in tre partite Piacenza. «Noi non guardiamo tanto all’avversario ma soprattutto e unicamente a noi stessi -afferma Fabio Giulianelli-: c’è rispetto per Trento ma il nostro avversario siamo noi stessi. Cercheremo di fare quello che sappiamo fare e per il quale ci alleniamo tutti i giorni. In questa stagione abbiamo vinto contro Trento e Perugia, ma perso anche con squadre di bassa classifica. Dipende tutto dalla Lube, testa libera nei giocatori godendosi la possibilità che non capita tutti gli anni di vivere una finale scudetto. Questa finale è tremenda per me che ne ho vissute altre 9: ad inizio anno venivamo accusati di voler abbandonare il volley o ridimensionarci. Nessuno credeva al progetto giovani. Abbiamo fatto una semifinale con la Lube più giovane di sempre, età media sotto i 25 anni. E’ un qualcosa di esaltante in questa stagione che ci ha visto alzare la Coppa Italia, disputare una finale europea ed ora giocarci lo scudetto. Chi l’avrebbe mai detto».

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Gianlorenzo Blengini, ex coach dei cucinieri

Artefice dei successi assieme alla proprietà ed allo staff dirigenziale, sicuramente l’allenatore Giampaolo Medei. «Medei è riuscito a dare compimento ad una volontà, ad una filosofia – sottolinea il numero uno della Lube – altri allenatori non l’hanno accettata questa nostra proposta. Chi ce l’aveva in mano, Blengini, non l’ha accettata, quando ha visto che toglievamo dal roster qualche campione ha pensato che potesse venir meno la sua immagine di allenatore che aveva vinto con noi mentre Medei ha puntato sul mettersi in gioco e rilanciare il lavoro di un nuovo corso del club. Con Giampaolo siamo in sintonia sin dal primo momento, ogni vittoria è un successo che ci godiamo. I nostri giocatori sono tutti migliorati dal lato tecnico e mentale e questo merito del lavoro fatto dalla società, dallo staff e dall’allenatore».

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La festa dei biancorossi dopo la vittoria in gara 5 con Perugia

Quanto sembrano lontane oggi quelle tensioni e polemiche scoppiate in estate con Civitanova sulla presenza della Lube non troppo considerata dalla città e dall’amministrazione comunale. «Io l’aspetto di quelle polemiche ancora oggi non riesco a comprenderlo – ci dice Fabio Giulianelli -. Dopo 34 anni che questa proprietà è nel volley, siamo la società più longeva, abbiamo fatto investimenti stratosferici, dover ancora dimostrare qualcosa non mi pare giusto. Certi aspetti nella gestione del palazzetto c’erano allora e ci sono ancora oggi, ma da parte nostra nessuna polemica. Io penso che in qualche modo bisogna dire un “grazie Lube” per quello che in tutti questi anni abbiamo fatto per il territorio e per Civitanova. La cosa che ci ha fatto più male è stata quella di metterci in discussione dopo quanto fatto per quella città. Del resto basta vedere che in questi giorni è più il nome Civitanova che quello Lube che risalta nei mass media nazionali, il che conferisce notorietà ad un centro turistico che può solo beneficiare di questa enorme visibilità che ha grazie al lavoro del nostro club».

Per la prima volta quest’anno l’azienda Lube, oltre al volley, si è aperta anche al calcio col progetto dell’Academy a Treia che sta già raccogliendo frutti importanti. «Il nostro non è un progetto di solo calcio, ma l’Academy è preminente per i giovanissimi, tanti bambini che fanno sì sport ma in un contesto sociale più ampio -ribadisce Giulianelli- che comprende il fare i compiti scolastici, giocare assieme, momenti di aggregazione. E’ un successo enorme, con i genitori che ci ringraziano perché ragazzi che vivevano a casa da soli ora hanno un luogo dove ritrovarsi e stare in comunità con gli amici. Abbiamo già 190 iscritti all’Academy, una cosa gratificante che non pensavamo avesse successo in tempi così rapidi».

lube-2-1-325x217Conclusione dedicata però ancora alla pallavolo ed a una Lube che con la programmazione va già oltre quella che sarà la finale scudetto che sta per iniziare. «La linea giovane del nostro club continuerà anche il prossimo anno -conclude il patron della Lube-. Spero e auspico che questa avventura che ci ha portato fino alla finale scudetto dia continuità a quel progetto di credibilità che la Lube ha intrapreso in questa annata. Quanto fatto da noi dimostra che è possibile raggiungere altissimi livelli senza doversi consegnare nelle mani dei procuratori che fanno una vera e propria asta per quei 4/5 campioni del volley che vengono pagati tantissimo, ma che sono poi anche fardelli pesanti sui bilanci di società che non possono permettersi più di sostenere per anni certi ingaggi. La finale Trento-Lube è nel segno dei giovani anche perché il club dolomitico ha percorso questa strada prima di noi e con successo, credo che sia un bellissimo segnale che viene dato a tutto il movimento. Valorizziamo i giovani e diamo certezza che le società possono, programmando, raggiungere grandi risultati».

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Il dito media di Gino Sirci

L’EPISODIO – Chi vince festeggia, chi perde spiega, ha sempre detto un ‘guru’ del volley come Julio Velasco. Ma bisogna anche saper perdere. E il presidente della Sir Perugia, Gino Sirci, con la reazione a fine gara 5 al Pala Barton avuta all’indirizzo della curva dei tifosi biancorossi, gesto dell’ombrello prima e dito medio alzato in segno di scherno poi, non ha dimostrato quella sportività che invece sarebbe dovuta al presidente del club campione d’Italia uscente. Davvero una pessima figura per lui e che non fa onore alla società umbra.

In merito all’episodio il presidente Sirci, in una nota, ha affermato di essere stato preso di mira dalla tifoseria ospite in maniera offensiva. «Malgrado le provocazioni e le ingiurie subite -ha detto Sirci- ci scusiamo per il gesto che è scaturito da una reazione emotiva derivante dal momento. Comportamenti a cui non sono mai stato avvezzo e che non si sono mai verificati nel corso di tutta la mia vita da Presidente».

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