Tutto il fascino delle Via Crucis (Foto)

VENERDI' SANTO - La Passione di Cristo nel centro storico di Macerata, il corteo a Civitanova e "La bara de notte" trasportata a Porto Recanati. Le parole dei vescovi Marconi e Pennacchio

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La partenza da piazza della Libertà a Macerata

di Laura Boccanera (foto di Fabio Falcioni e Federico De Marco)

La Passione di Cristo rivive nelle strade di Macerata, Civitanova e Porto Recanati. Partecipatissime le celebrazioni della Via Crucis nelle principali città della provincia di Macerata dove le strade si sono fatte chiese a cielo aperto per celebrare la ricorrenza del Venerdì santo.

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A Macerata rivive la tradizione con i figuranti a scortare la bara seguita dal vescovo di Macerata Nazzareno Marconi. A Civitanova qualche goccia di pioggia alla partenza non ha rovinato il cammino, accompagnato dal vescovo di Fermo Rocco Pennacchio.

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Nel capoluogo la preghiera è stata accompagnata alla tradizionale rivisitazione delle ultime ore del Cristo: il racconto figurato ha messo in scena l’ultima cena, la preghiera nel Getsemani, l’arresto, il processo, la Via Crucis e la Crocifissione. Partenza e arrivo in piazza della Libertà con il percorso che si è snodato in corso Matteotti, via Lauri, viale Leopardi, Cancelli, via Garibaldi, piazza Vittorio Veneto, corso della Repubblica.  Tantissimi i fedeli e i volontari che hanno partecipato alla celebrazione: in prima fila anche il sindaco Sandro Parcaroli con la moglie, la vicesindaca Francesca D’Alessandro, l’assessore Andrea Marchiori, il consigliere regionale Romano Carancini, il comandane della polizia locale Danilo Doria.

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Monsignore Nazzareno Marconi, vescovo della Diocesi di Macerata

Le parole del vescovo Marconi al ritorno in piazza della Libertà: «Pensavo a quanti poveri Cristi innocenti vengono accompagnati al sepolcro, vittime di una violenza sempre più cieca e meno spiegabile, c’è una guerra in Ucraina, in Palestina in sud Sudan e ogni innocente che muore è Cristo che muore un’altra volta. Però possiamo costruire una mentalità diversa. Come ha detto Papa Francesco, »Se non possiamo disarmare le armi iniziamo almeno a disarmare le parole. Le parole di scontro, di odio che, imparate fin da piccoli, da grandi armano le guerre. Impariamo parole di pace di rispetto reciproco».

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Il passaggio in piazza XX settembre a Civitanova

A Civitanova alla processione ha partecipato anche il vescovo di Fermo, Rocco Pennacchio: il corteo è partito dalla chiesa di Cristo Re e ha toccato corso Dalmazia, viale Vittorio Emanuele, via Piave, corso Garibaldi per poi fare ritorno in piazza XX Settembre dove è stata data la benedizione alla platea numerosissima che non si è fatta sconfortare dalle prime gocce di pioggia che hanno segnato l’avvio del cammino. Legate all’attualità le riflessioni che hanno accompagnato le stazioni della via Crucis, legando la Passione di Cristo alle tante espressioni di sofferenza umana vissute nel mondo attuale, dai migranti alle guerre, da chi scappa per motivi economici e ambientali dal proprio paese fino ai morti in mare e sotto le bombe. In prima fila, oltre ai parroci della città anche l’amministrazione comunale col sindaco Fabrizio Ciarapica accompagnato dal vice Claudio Morresi con la moglie, il consigliere comunale Nicolò Renzi, la consigliera Paola Fontana.

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A raccogliere le fila delle preghiere e delle intenzioni al termine del percorso monsignor Rocco Pennacchio che ha sottolineato come: «l’esperienza della Passione di Cristo può essere ritrovata anche oggi vicino a noi, nella sofferenza di chi perde la libertà, nei migranti, in chi soffre per le guerre. Assistiamo ad una commozione selettiva – l’ha definita il vescovo –  se la sofferenza  tocca il nostro vicino allora ci commuove, se è avvenuta lontana è come se non ci riguardasse. E’ irritante quando alla tv la prima cosa che dicono quando avviene una catastrofe lontano è che non erano presenti italiani, come se allora non ci riguardasse. Invece siamo sempre coinvolti, non ci salviamo da soli, ma come comunità. La sofferenza e l’amore sono esperienze che vengono condivise da tutta l’umanità».

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“La Bara de notte” a Porto Recanati

Tanti fedeli anche a Porto Recanati dove la processione del Venerdì santo prende il nome di “La bara de notte” trasportata fisicamente da dodici pescatori a rinsaldare quel legame fra fede, spiritualità e territorio. Il percorso ha attraversato la città da nord a sud, accolto anche dalle decorazioni dei balconi addobbati e illuminati dalle candele.

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La processione a Macerata (Foto Fabio Falcioni)

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La processione a Civitanova (foto Federico De Marco)

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La processione a Porto Recanati

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