«Accorpamenti scolastici,
ghigliottina inceppata.
La delibera traballa»

POLEMICA - Di Pierro e Principi della Cgil intervengono dopo la sospensiva del Tar alla delibera regionale riguardo la riorganizzazione degli istituti a seguito dei ricorsi presentati dai Comuni di Caldarola e Colmurano: «Chiediamo un dialogo dal 2023»

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Daniele Principi

«La ghigliottina si è inceppata». A intervenire sono Ivan Di Pierro e Daniele Principi, rispettivamente segretario  generale di Flc Cgil e Cgil Macerata. Il tema è quello del dimensionamento scolastico e della sospensiva, accolta dal Tar Marche dopo il ricorso presentato dai Comuni di Caldarola e Colmurano, della delibera regionale sui due rispettivi accorpamenti dell’Istituto Comprensivo De Magistris di Caldarola con l’Istituto Omnicomprensivo Leopardi – Frau di Sarnano, e dell’IC di Colmurano con il Gentili – Tortoreto di San Ginesio. «Ora la decisione della giunta regionale traballa» dicono i rappresentanti del sindacato.

«La Flc Cgil, insieme alla Cgil, è sempre stata accanto alla decisione dei singoli Comuni di avviare un percorso legale nei confronti di una scelta politica a nostro avviso non dettata in alcun modo da criteri oggettivi che la motivino adeguatamente, come oggi finalmente riconosciuto dalle motivazioni della sospensiva – la premessa -. Il Tar conferma quindi quello che abbiamo da sempre affermato come categoria, cioè che alla base delle scelte effettuate dalla Regione c’è una visione poco lungimirante rispetto al futuro del territorio, quella di non ponderare le decisioni sulle reali necessità della provincia e non tenere conto delle problematiche specifiche delle aree interne».

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Ivan Di Pierro

Poi intervengono sulle parole dell’assessore regionale all’istruzione Chiara Biondi che si era espressa subito dopo la notizia della sospensiva: «Biondi prova a spegnere i festeggiamenti avanzando ragioni che verranno presentate in Tribunale – dicono Di Pierro e Principi -. A questo punto ci chiediamo: perché non aver creato un tavolo tecnico dove queste ragioni possano essere condivise con sindaci, dirigenti e organizzazioni sindacali? È dal 2023, con il primo piano di accorpamento, che chiediamo una maggior trasparenza e un dialogo costruttivo, ma il silenzio ha sempre regnato e lasciato spazio a decisioni prese solo negli ultimi giorni disponibili per la delibera. Essere chiari, trasparenti e oggettivi porta sempre vantaggi e condivisione democratica, evita percorsi legali articolati che mettono sicuramente a rischio organici e decisioni personali di permanenza o trasferimento delle lavoratrici e dei lavoratori, ma soprattutto permette il risparmio di preziose risorse pubbliche che potrebbero essere utilizzati in modi molto più utili per le nostre comunità».

 

Arriva la sospensiva del Tar sull’accorpamento del De Magistris con l’omnicomprensivo di Sarnano

 



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