Riaperto l’Antiquarium a Pievefavera.
Fabbroni: «Puntiamo su nuovi scavi»

CALDAROLA - Taglio del nastro e apertura da questo sabato. Il sindaco: «Abbiamo restituito al territorio un contenitore culturale e turistico da far fruire nel tempo all'intera collettività, soprattutto ai bambini degli istituti scolastici»

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Il taglio del nastro

Torna a vivere l’Antiquarium di Pievefavera, a Caldarola. Sabato e domenica scorsi, dopo i lavori di ristrutturazione, ha riaperto il piccolo museo che conserva i reperti provenienti dagli scavi e dal territorio al fine di raccontare, attraverso gli oggetti di uso comune, le fasi significative della vita dell’antico sito, che testimoniano la presenza umana databile dalla media età repubblicana fino all’età imperiale romana.

La sua collezione archeologica è anche il frutto dei ritrovamenti casuali restituiti dal territorio, come quelli di Analdo Mazzanti che insieme a sua moglie Anna Cerruti negli anni ’70 scoprì diversi reperti, sia sulla riva del lago che nei terreni vicini. Mazzanti, rispettando il Codice dei beni culturali, non si fermò alla donazione ma in tanti anni si è occupato anche di una prima classificazione e poi della divulgazione avvenuta anche grazie alla stampa locale e all’interessamento di studiosi che hanno raccontato dell’importanza di questo sito e di alcuni reperti in particolare, in diverse pubblicazioni nel tempo.

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L’Antiquarium

Lo scavo sistematico della Soprintendenza, che ha interessato la villa romana rinvenuta nell’area adiacente all’Antiquarium, ha permesso di portare in luce significativi reperti. Oggi al visitatore si consente di vivere un’esperienza completa, integrando la visita agli scavi con l’esposizione museale.

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Pievefavera

Nel suo discorso per l’inaugurazione, il sindaco di Caldarola Giuseppe Fabbroni ha sottolineato il lavoro corale portato avanti: «Una giornata significativa. Abbiamo restituito al territorio un contenitore culturale e turistico da far fruire nel tempo all’intera collettività, soprattutto ai bambini degli istituti scolastici. Il nostro auspicio ora è che nel prossimo futuro la Soprintendenza, che ci è stata molto vicina, possa continuare ad effettuare nuovi scavi, utili a restituire tracce importanti del nostro passato». Ospite della inaugurazione anche Quochi Pallotta, della famiglia proprietaria del Castello, che tra circa un anno vedrà la grande riapertura.

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Il pubblico

Domenica oltre 90 persone provenienti da diversi Comuni marchigiani, hanno partecipato all’evento che ha consentito di vedere i reperti con la spiegazione di due esperte della Soprintendenza. La passeggiata naturalistica al Castello di Pievefavera, con la guida ambientale escursionistica Martina Zura Puntaroni, ha condotto nella piazzetta della chiesa di Santa Maria Assunta alla performance artistica: “Rinvenimenti. Dissertazioni archeologiche tra il conte Desiderio Pallotta e la sua serva” con Elena Fioretti e Mauro Capenti, ex sindaco di Caldarola componente del gruppo dei volontari “Cittadini attivi” del presidente Stefano Vellante. Autrice dell’adattamento Genny Ceresani.

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La visita al museo

A fine evento, all’interno della torre poligonale della cinta muraria di Pievefavera, alla chiesa di Santa Maria Assunta, la visita al lapidario, che conserva importanti reperti. La Pro loco di Caldarola ha curato gli aspetti della logistica degli eventi, promossi dal comune di Caldarola e coordinati dalla giornalista Barbara Olmai.

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La rappresentazione

L’Antiquarium resterà aperto al pubblico il sabato e la domenica pomeriggio dalle 16,30 alle 19,30 a partire da questo fine settimana e su prenotazione per i gruppi. Data la richiesta, si sta valutando se anticipare le aperture già dal prossimo fine settimana. Per informazioni: Comune di Caldarola (0733.656529 int 201, oppure 3388044340). I pannelli espositivi all’interno dell’Antiquarium accompagneranno i visitatori. Una delle novità di questo allestimento è l’intento di rendere l’archeologia un tema comprensibile e interessante per tutti, con un particolare focus sul coinvolgimento dei più giovani e degli studenti, per i quali la visita al museo non deve essere pensata solo come esperienza didattica ma anche come conoscenza della propria identità in riferimento alla storia e al territorio.

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La degustazione

Presenti all’inaugurazione, in rappresentanza degli enti che hanno sostenuto il riallestimento promosso dal comune di Caldarola, Pierpaolo Borroni, consigliere regionale, il presidente e il direttore della Fondazione Carima, Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi e Gianni Fermanelli. A curare l’intero progetto la Soprintendenza archeologica per le province di Ascoli, Fermo e Macerata. Presenti Giovanni Issini e Federica Erbacci oltre a Francesca Pettinari della Sabap di Ancona e Pesaro Urbino, responsabile scientifica. Tra gli intervenuti al taglio del nastro Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri, che ha ricordato come questa opera sia stata il frutto anche del lavoro di alcuni amministratori del passato come Fedro Buscalferri, Fabio Lambertucci e le loro giunte comunali oltre ai Sindaci che proseguirono la loro opera.

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La passeggiata naturalistica

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