L’importanza di una “Prostata in salute”
Ogni anno 40mila nuovi casi

SAN SEVERINO - Venerdì al centro medico Blu Gallery un incontro con l'urologo Nazzareno Oddi e l'oncologa Benedetta Ferretti. Si tratta del tumore più comune nell'uomo: determinanti età, familiarità e stili di vita

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Nazzareno Oddi e Benedetta Ferretti, relatori dell’incontro

Si parlerà del tumore della prostata, la neoplasia più frequente nell’uomo, venerdì alle 17,30 nell’incontro gratuito e aperto a tutti dal titolo “Prostata in salute”, che si svolgerà alla sala convegni del centro medico BluGallery a San Severino (via Ferranti, 41, zona industriale Taccoli, ingresso libero fino ad esaurimento dei posti).

Il tumore della prostata rappresenta la neoplasia più frequente nell’uomo. Una corretta informazione su fattori di rischio, prevenzione, diagnosi precoce e opzioni terapeutiche è fondamentale per migliorare non solo la sopravvivenza e i risultati clinici, ma anche la qualità di vita dei pazienti. L’incontro vedrà come relatori Nazzareno Oddi, specialista in Urologia, e Benedetta Ferretti, specialista in Oncologia, che illustreranno come una corretta informazione su fattori di rischio, prevenzione, diagnosi precoce e opzioni terapeutiche sia fondamentale per migliorare non solo la sopravvivenza e i risultati clinici, ma anche la qualità di vita dei pazienti.

Prostata-in-salute-centro-medico-blugalleryIl tumore della prostata è il quarto tumore per incidenza nella popolazione in toto mentre rappresenta il primo tumore per frequenza nella popolazione maschile, il 18,5% di tutti i tumori diagnosticati nei maschi. Ogni anno in Italia si registrano circa 40mila nuovi casi di neoplasia prostatica con una probabilità di ammalarsi di un uomo su otto. Peraltro la mortalità risulta più bassa rappresentando solo la quarta causa di morte per neoplasia nel maschio pari al 5,9% delle morti per tumore, circa 7mila ogni anno.  Pur essendo aumentata l’incidenza per un miglioramento diagnostico, la mortalità è scesa del 15% negli ultimi sette anni a conferma della bassa aggressività della neoplasia e della precocità della diagnosi; a 5 anni la sopravvivenza raggiunge più del 90% dei casi.

Il primo fattore di rischio è l’età. Tumore rarissimo prima dei 40 anni con un progressivo aumento dopo i 50 anni, i soggetti maggiormente a rischio risultano essere gli over 65 poiché il 75% dei casi sono diagnosticati dopo questa età; peraltro, pur essendo un tumore età correlato, i soggetti più giovani presentano tumori maggiormente aggressivi. Il secondo fattore è la familiarità. Rischio di ammalarsi è doppio per i consanguinei di soggetti maschi con la malattia (padre, fratello) ed anche soggetti con mutazioni legate ai tumori femminili, ovaio e seno. Non meno importante è il rischio legato allo stile di vita quale obesità, eccesso di grassi animali nella dieta, sedentarietà, tabagismo.

La neoplasia prostatica è essenzialmente asintomatica o si sovrappone con i sintomi di un generale ingrossamento anche benigno della prostata; a volte i sintomi si manifestano già in fase metastatica. Anche se sono moltissime le possibilità terapeutiche è sempre necessario mettere in atto dei trattamenti personalizzati, in rapporto sia alle caratteristiche cliniche del paziente che alle specificità oncologiche della neoplasia. Dalla chirurgia radicale, ai trattamenti mini-invasivi, alla radioterapia fino alla sorveglianza attiva sono tutte opzioni terapeutiche valide se correttamente applicate. Il fine ultimo della terapia deve realizzare un giusto equilibrio tra risultato oncologico e qualità di vita.

 

(promoredazionale)



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