
Un momento dell’esercitazione
Esercitazione con i cani per ritrovare una persona scomparsa (mantrailing) al Castello di Lanciano di Castelraimondo. Si è svolta ieri con le unità cinofile Pierpaola Pochi, Fabio Cerolini e Matteo Ripa e i loro cani molecolari. Sono unità cinofile certificate Csea (Centro studi di etologia applicata). Oltre all’esercitazione di ieri, il Csea, diretto da Giusy Mazzalupi, ha in cantiere nuove iniziative a partire da maggio. In particolare un patentino. L’idea nasce dalle aggressioni del cane nei confronti dei bambini o delle persone adulte. A maggio il Csea organizzerà un breve corso per conseguire un “patentino” di buona gestione del cane. «Questa iniziativa segna il rilancio dell’attività di formazione e divulgazione che da sempre ha caratterizzato Csea, specialmente nell’ambito dell’impiego del cane nelle attività di Mantrailing e investigative».
In questa ottica si conferma e si consolida la stretta collaborazione con l’Università di Camerino, in particolare con la Scuola di Giurisprudenza nelle discipline forensi e di criminologia». Per chi fosse interessato al conseguimento del patentino: segreteriacsea@gmail.com.
Altro appuntamento nel prossimo autunno-inverno. Si tratta di un “Corso di perfezionamento in scienze forensi” con il coordinamento scientifico di Giovanna Ricci, docente di criminologia e bioetica Unicam. Verranno trattati i più recenti sviluppi normativi, gli indirizzi criminologici più aggiornati, le tecniche investigative relative specialmente alla presenza di animali sulla scena del crimine: siano essi domestici, piuttosto che selvatici, roditori o insetti.
Il tutto con la collaborazione ed il contributo di docenti di queste materie di altri atenei italiani. Verrà riportato il lavoro di ricerca in corso, condotto da Ricci, Mazzalupi ed altri ricercatori e studiosi italiani sulle implicazioni forensi dello “scavenging”, ossia delle attività degli animali sul cadavere. In particolare quanto avviene in ambienti chiusi rimane ancora un fenomeno poco studiato. La presenza di animali domestici liberi di circolare in caso di morti improvvise di individui socialmente isolati e di spazi abitativi non curati contribuisce al verificarsi di “scavenging” in ambienti chiusi. La comprensione del comportamento degli animali da compagnia e del loro impatto sui resti mortali, è fondamentale per migliorare le metodologie forensi e garantire interpretazioni medico legali accurate.
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