
L’iniziativa a Unicam
di Monia Orazi
Violenza contro le donne: sit-in a Unicam per le vittime di femminicidio. Una rappresentanza delle studentesse e degli studenti dell’Università di Camerino si è riunita questo pomeriggio in un sit-in pacifico per dire no alla violenza, in seguito ai femminicidi delle giovani studentesse universitarie Ilaria Sula e Sara Campanella.

«Vogliamo riflettere insieme, creare un momento di riflessione condivisa. Diciamo no a ogni forma di violenza e ci impegniamo a migliorare i nostri comportamenti tra colleghi e con i nostri affetti. Vogliamo una società basata sul rispetto, soprattutto nelle relazioni», ha detto Edoardo Pettinari, presidente del consiglio degli studenti, che ha organizzato l’iniziativa.

Durante l’evento, la docente Paola Scocco ha sottolineato l’importanza di riconoscere i segnali della violenza: «Essere collegati amplifica la risonanza degli episodi di violenza. Tuttavia, noto una certa remissività tra le ragazze nel chiedere aiuto. Le donne sono spesso vittime di violenza solo perché donne. È importante riconoscere anche i piccoli segnali e non minimizzare. L’esempio di Giulia Cecchettin ci deve insegnare molto. Confidatevi e non abbiate paura di chiedere aiuto».

Gli studenti hanno scritto frasi significative contro la violenza sul muro dei No all’esterno del campus Unicam di via d’Accorso, utilizzando un pennarello bianco. Tra i presenti all’evento anche il docente Claudio Pettinari. In un messaggio ufficiale, il rettore Graziano Leoni ha espresso la ferma condanna alla violenza: «Il rettore e tutta la comunità universitaria esprimono profondo sdegno e ferma condanna per i tragici femminicidi di Ilaria Sula e Sara Campanella, due giovani studentesse universitarie la cui vita è stata brutalmente spezzata. Questi atti di violenza inaudita ci lasciano sbigottiti e sottolineano l’urgente necessità di un impegno collettivo per contrastare ogni forma di violenza di genere».

Il rettore ha inoltre aggiunto: «La loro perdita ci colpisce profondamente come ateneo e come comunità civile: nessuna donna dovrebbe mai temere per la propria incolumità, soprattutto in un percorso di crescita, studio e futuro». Ecco alcune frasi scritte dagli studenti Unicam sul muro del no: «L’indifferenza è più colpevole della violenza», «In nessun modo il mio rifiuto ti dà diritto di togliermi la vita», «Dire no non vuol dire essere deboli, ma il contrario», «L’educazione è il pilastro di ogni comunità. Agiamo e preveniamo».





Colpevolizzare chi non denuncia non mi pare molto corretto
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