
Il colonnello Massimiliano Mengasini, comandante del Reparto operativo di Macerata
Ladri di auto pendolari, imparano “il mestiere” in Puglia, poi arrivano in provincia per mettere a segno i colpi. Un modus operandi che i carabinieri hanno smascherato a seguito di un’ indagine legata alla sparizione di due auto, una a Macerata e l’altra ad Ancona e che ha portato a cinque misure cautelari, quattro persone sono finite agli arresti domiciliari e la quinta è sottoposta ad obbligo di firma.
Il comandante del Reparto operativo di Macerata, il tenente colonnello Massimiliano Mengasini, spiega come avvengono questo genere di furti e come ha avuto avvio l’indagine partita da un episodio di cronaca a Montecosaro. E’ lì che a metà luglio del 2024 una pattuglia della stazione carabinieri di Montecosaro (comandata dal maresciallo Andrea D’Orazio) ha intercettato, intorno alle 3, due auto: un’Audi A1 e una Ford Fiesta che all’alt dei carabinieri non si sono fermate.
«Ne è nato un inseguimento – dice il colonnello Mengasini – al termine del quale gli occupanti delle auto, 5 ragazzi di giovane età, hanno abbandonato le auto e si sono dati alla fuga nei campi facendo perdere le loro tracce. L’Audi A1 era stata appena rubata a Macerata e presentava il piantone dello sterzo rotto e il nottolino forzato, mentre la Ford Fiesta è risultata rubata ad Ancona qualche giorno prima. Quest’ultima era stata contraffatta nel telaio e nella targa e a bordo sono stati rinvenuti arnesi da scasso di vario genere oltre a due centraline Bosch che sono utilizzate per avviare le auto rubate».

Il maresciallo Andrea D’Orazio
L’intervento per intercettare le due auto è nato dai controlli del territorio dei carabinieri che avvengono h24. Ok avere intercettato le due auto ma poi serviva risalire ai giovani a bordo.
«Le ricerche degli autori del furto sono ovviamente partite all’istante e ci hanno permesso individuare i presunti responsabili dopo pochissime ore, alla stazione ferroviaria di Civitanova in attesa di prendere un treno che li riportasse a casa. I 5 giovani identificati, tutti tra i 20 e i 30 anni, erano originari di Cerignola, in provincia di Foggia».
I carabinieri hanno notato che i cinque avevano graffi su braccia e gambe e anche i vestiti erano danneggiati come se fossero passati in mezzo ai rovi nella fuga tra le campagne per evitare di essere fermati dai carabinieri. «Addosso aveva alcuni arnesi da scasso e strumenti elettronici – continua Mengasini -, funzionali al furto di auto, e una chiave elettronica per auto utilizzata per avviare i veicoli sprovvisti di nottolino di accensione. Inoltre, gli stessi erano in possesso di passamontagna e telefoni cellulari».
Per rintracciare il gruppo dei cinque i carabinieri hanno svolto una indagine “classica”. «Confrontando, ad esempio, le impronte digitali di alcuni di essi che sono risultate compatibili con quelle rinvenute sui veicoli rubati. Inoltre, tali risultanze investigative sono state avvalorate dall’analisi delle telecamere dei sistemi di videosorveglianza presenti sui luoghi e dall’analisi dei tabulati telefonici dei cellulari degli indagati nonché dei tracciati Gps presenti sui veicoli».

Uno degli arresti
Con questi elementi, ottenuti grazie ad un lavoro «minuzioso e scrupoloso della stazione di Montecosaro e della Compagnia di Civitanova» a procura ha chiesto e ottenuto dal Gip l’emissione dei provvedimenti cautelari che ieri all’alba sono stati eseguiti. Importante è stata anche la collaborazione del comando provinciale di Foggia. Le indagini comunque proseguono per chiarire se il gruppo sia coinvolto in altri furti. Il comandante del Reparto operativo di Macerata poi spiega il modo di agire di questa banda di pendolari del furto.
«Gli indagati avevano base logistica a Cerignola. Erano in grado di rubare qualunque veicolo – dice Mengasini -, in qualsiasi condizione anche su commissione. Le auto, una volta rubate, vengono trasportate in varie zone della Puglia dove sono sezionate dai “tagliatori”, gruppi esperti e capaci di “smembrare” in poche ore interi veicoli eliminando qualsiasi riferimento alla proprietà. Gli stessi “tecnici” preparano i vari pezzi di ricambio e componenti da immettere poi nel circuito illegale. Il giro d’affari è decisamente importante e si rivolge in maniera principale ai veicoli di media e alta gamma. L’odierna operazione è il risultato di un’indagine che conferma il forte e attuale collegamento con la Puglia. Gran parte dei reati predatori commessi nei nostri territori, in particolare furti e rapine, sono commessi da bande di soggetti in trasferta provenienti dalle regioni del sud, quali Puglia e Campania, contribuendo in tal modo ad alimentare il cosiddetto pendolarismo criminale che colpisce le regioni adriatiche, Marche comprese».
(Redazione Cm)
Presa banda dei furti d’auto: arrestati quattro giovani di Cerignola
Complimenti vivissimi
Pene più dure minimo 6/8 anni di carcere no domiciliari e sconti di pena
Mesi di duro lavoro x 4 arresti domiciliari e un obbligo di firma , sai quanto ridono !!
Colonello, fin quando lo Stato vi fanno lavorare a vuoto (voi arrestate e loro liberano), questo fenomeno può solo aumentare.
Bravi Voi della Questura - Polizia di Stato di Macerata , x il Vostro Lavoro in Giustizia - Fedeltà, Competenza & Sacrificio x SOLI NOI ITALIANI ..Con un Buon caffè Amaro del Capo ..Cia cia Lulù
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