
Maurizio Tritarelli
Polizze catastrofali, critico il presidente di Cna Macerata Maurizio Tritarelli che interviene sulla vicenda legata all’obbligo assicurativo per le imprese contro calamità naturali, la cui entrata in vigore è prevista per il 31 marzo. «Così si scarica la responsabilità pubblica – dice -. Le imprese non possono rincorrere l’approssimazione».
Allora entra nel merito della sua posizione: «In Italia abbiamo ormai una consolidata attitudine a invertire i ruoli: ciò che dovrebbe essere in capo allo Stato, finisce puntualmente sulle spalle delle imprese. Anche con l’obbligo di polizze catastrofali siamo davanti all’ennesima dimostrazione di un disimpegno progressivo delle Istituzioni. Questa non è prevenzione, è un modo approssimativo di affrontare problemi strutturali».
Il presidente dell’associazione di categoria ricorda che «da settembre la Cna chiede una proroga e una revisione profonda della norma. Lo abbiamo fatto in tutti i modi, anche con una lettera congiunta inviata al Presidente del Consiglio. Eppure oggi, a poche ore dall’entrata in vigore dell’obbligo, siamo ancora nel caos; manca il portale Ivass che dovrebbe aiutare gli imprenditori nella scelta e adesso si tenta di rimediare con un emendamento dell’ultima ora in Commissione. Un vero cortocircuito istituzionale».
La Cna sottolinea come circa quattro milioni di imprese siano coinvolte da questa norma, con pochissimo tempo per orientarsi in un mercato assicurativo ancora incerto e incompleto. «Ci chiediamo – dice ancora il presidente Tritarelli – se questo Paese abbia davvero coscienza del danno che un tale modo di operare può arrecare al nostro tessuto produttivo. Le imprese non possono vivere nell’incertezza continua, rincorrere le scadenze imposte con superficialità e subire norme che si rivelano veri e propri balzelli, vere tasse occulte sotto mentite spoglie».
A preoccupare è anche il contesto meteo in peggioramento: «Abbiamo un’allerta arancione per i prossimi giorni nella nostra provincia – avverte Tritarelli – e invece di mettere le imprese nella condizione di lavorare con serenità, le si costringe a navigare nel buio normativo. Non solo devono preoccuparsi per le proprie attività in caso di maltempo, ma devono anche affrontare l’incertezza provocata da un provvedimento mal concepito».
Cna Macerata ribadisce la necessità di un vero cambio di passo: «È ora di affrontare seriamente il tema della prevenzione. Le imprese chiedono che si lavori su interventi strutturali, piani di mitigazione del rischio idrogeologico, infrastrutture, manutenzioni. Serve una visione di lungo periodo, non soluzioni raffazzonate calate dall’alto che finiscono per colpire sempre i più piccoli. Questa non è la strada – conclude Tritarelli –. Non possiamo accettare che lo Stato rinunci al proprio ruolo di garante della sicurezza e della coesione sociale. Non possiamo accettare che le imprese, già schiacciate dai costi e dalla burocrazia, debbano farsi carico anche delle inefficienze pubbliche. Lavoriamo insieme su strumenti seri, equi e sostenibili. Perché il futuro del nostro territorio si costruisce con responsabilità, non con improvvisazione».
Sono dellidea che deve essere di libera sceltacome la casco per lautonon obbligatoria. Poi se i danni sono causati dallincuria delle istituzioni dovranno essere loro a risarcirelassicurazione interviene soltanto se tutto è ben curato. Troppo facile lavarsi le mani scaricando tutto sui privati e assicurazioni. E come se obbligassero la casco per evitare di asfaltare le strade!
Veramente da anni CNA che avete fatto?
Considerazioni che lasciano il tempo che trovano visto che tanto è il Governo che eventualmente deve imporre che un'azienda si tuteli o meno con una assicurazione che copra i rischi da eventi meteo. E mi sembra che da quel punto di vista non ci siano le idee chiare, anche se nulla vieta alla singola azienda o anche ai privati, di tutelarsi sin da subito con una polizza che copra da questo genere di eventi, anche in assenza di una legge che ne preveda l'obbligatorietà.. Detto ciò, trovo invece strano che non si sottolinei come, SIN DA SUBITO, la politica locale possa agire per evitare che ci siano conseguenze da eventi meteo. Ad esempio: ma vi pare sensato letteralmente buttare via i soldi per delle inutili ciclovie intorno a Macerata o per 2 marciapiedi da Villa Potenza/Via Velini e invece non si è speso nemmeno un euro per progetti come le vasche di laminazione da farsi nei pressi del Chienti e del Potenza per evitare eventuali allagamenti? Certo, si sono spesi soldi per ripulire un po' i fiumi, per sistemare gli argini, in effetti non posso dire che non sia stato fatto niente, però sono interventi di modesta entità. A Macerata si stanno letteralmente buttando milioni per altre opere inutili oltre a quelle che ho citato (vd. lavori di abbellimento del piazzale della stazione), ma di spendere soldi per prevenire problemi seri non se ne parla proprio.
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