
Paola Giosuè
di Alessandra Pierini
«Per me “i miei ragazzi” non sono autistici, sono meravigliose creature. Io posso aggiungere solo un po’ di benessere alle loro impegnative vite». Paola Giosuè, osteopata e fisioterapista di Montecassiano, si impegna da anni nel dedicare la sua competenza riabilitativa e osteopatica a pazienti con disturbi del neurosviluppo e raccogliere dati per la ricerca scientifica in questo ambito. Il suo cammino l’ha portata a scrivere un secondo libro dedicato all’autismo dal titolo “Autismo è… questione di neurodivergenza”, pubblicato da Pathos Edizioni.
«Scrivere un libro che tratta di autismo – spiega Giosuè – è un’azione che necessita tanta partecipazione, coinvolgimento totale in corpo, cervello e spirito. Io non posso tirarmi indietro, l’ho promesso ai tanti genitori che ho incontrato. Voglio essere la voce di coloro che non possono esprimere ciò che capita nei loro corpi. Voglio condividere le mie esperienze e le mie riflessioni».
Così, dopo “Autistico a chi?” che si poneva l’obiettivo di far conoscere l’autismo, far capire a fondo di cosa si tratta, in questa seconda pubblicazione l’osteopata maceratese indica la strada per comprendere come approcciare alle diversità: «È molto difficile avvicinare le diversità quando non le si conoscono. La distanza, l’indifferenza, il giudizio sono forme di prudenza necessarie per gestire la paura e l’inadeguatezza che proviamo quando siamo vicini a qualcosa o a qualcuno che ci è estraneo perché diverso da noi.
La conoscenza è la strategia migliore per gestire noi stessi e comportarci in maniera adeguata con chi ha un colore di pelle diverso dal nostro, parla una lingua che non comprendiamo, si muove con una prassi diversa da noi, ha un modo di relazionarsi non coerente con il nostro e, ancora più, con chi è, come diceva Delacato, “lo straniero dell’ultima frontiera” riferendosi al bambino con autismo».
Paola Giosuè suggerisce la strada del Rinascimento culturale: «Esattamente questo dovrebbe essere il giusto atteggiamento per affrontare oggi la neurodivergenza. Leonardo da Vinci diceva che “saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, il cervello degli altri”. La valorizzazione di tutte le potenzialità umane è alla base della dignità dell’individuo attraverso il dialogo, lo scambio di informazioni, di opinioni. Il confronto. Questo è ciò che spero emerga attraverso la mia narrazione».
E questo è l’approccio che la professionista utilizza quotidianamente: «Mi basta vedere qualche loro piccolo cambiamento, vederli sorridenti, disponibili, per pensare che i loro stati si stiano modificando e stiano andando verso le loro più alte capacità prestazionali. È per questo che dico “Autismo è” senza usare l’articolo determinativo per sottolineare che essere autistici è diverso dall’avere l’autismo».
Paola Giosuè presenterà il suo libro, annunciando la giornata per la consapevolezza della condizione autistica che si celebra il 2 aprile, domenica 30 marzo alle 16.30, nella Galleria Antichi Forni a Macerata.
Interverrà all’evento Niccolò Scarnato, protagonista del cortometraggio “Le Ali Invisibili“, un’opera dalla matrice sociale realizzata sul territorio piceno. È il racconto della toccante storia di Alessio, un giovane autistico, proprio come l’attore che lo interpreta. Il progetto è realizzato dall’Accademia Internazionale di Formazione Arte e Spettacolo (Aifas) con la regia di Marco Trionfante. L’attrice marchigiana Isabella Carloni, amica dell’autrice, leggerà alcune pagine del libro.
La moderazione dell’evento sarà affidata alla conduttrice televisiva Tiziana Tiberi. L’ingresso sarà gratuito e non occorrerà la prenotazione.
Grandeee
Grande Dottoressa Paola Giosuè Ce ne fossero di persone come lei..
Ciao Paola! Un caro saluto!
Vi aspetto tutti
Brava Paola
So proud of you!
Complimenti Paola
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