
L’assessora Rita Soccio
«Tariffe aumentate per l’uso del teatro Persiani, da mille euro a quasi tremila. Sfavorite le associazioni cittadine». La critica al provvedimento dell’amministrazione di Recanati, guidata dal sindaco Emanuele Pepa, arriva dall’ex assessore alla Cultura, Rita Soccio, che interviene a tuttotondo sulle scelte inerenti il settore culturale.
«Non tutti i cambi di prospettiva portano benefici – esordisce Soccio -. Purtroppo, le scelte adottate dall’amministrazione guidata dal sindaco Pepa sembrano più orientate a ridurre il ruolo e il valore delle associazioni cittadine, che da sempre rappresentano un vanto e una ricchezza per Recanati». Inizia dall’eliminazione delle consulte cittadine, «motivate – dice – con l’accusa di essere “strumenti di pressione verso l’amministrazione” e assistiamo ora a nuove scelte che penalizzano il tessuto associativo locale. È bene ricordare che nella nostra amministrazione la Consulta della cultura e del benessere era guidata da un esponente di Fratelli d’Italia, a dimostrazione di un approccio inclusivo e aperto al contributo di tutti».
A questo si aggiungono altre decisioni che non piacciono a Rita Soccio, «come la chiusura del cinema, l’esclusione della Civica Scuola di Musica dall’organizzazione delle celebrazioni per il grande tenore Beniamino Gigli, senza nemmeno il coinvolgimento per un semplice patrocinio e ora l’aumento esorbitante delle tariffe per l’utilizzo del teatro Persiani».
L’ex assessore entra nel merito del rincaro delle tariffe per l’affitto del teatro: «Un duro colpo per le associazioni culturali e le scuole di danza locali – evidenzia -, che vedono i costi aumentati fino a triplicarli rispetto al passato. È evidente che il teatro Persiani, recentemente entrato nella rosa dei teatri storici Marchigiani candidati a patrimonio Unesco anche grazie alle azioni di valorizzazione promosse dalla nostra amministrazione, sia un luogo prestigioso e ambito. Ed è giusto che chi lo affitta per eventi privati o commerciali contribuisca adeguatamente». Ma la linea, secondo Soccio, dovrebbe essere diversa per le realtà locali: «Non si può applicare la stessa logica alle associazioni cittadine e alle scuole recanatesi che dovrebbero essere sostenute nell’accesso a questo bene comune e non penalizzate. Le associazioni recanatesi non sono solo una straordinaria espressione di volontariato e creatività, ma anche un fondamentale strumento di coesione sociale e crescita collettiva. Le compagnie teatrali cittadine, in particolare, non offrono solo un’opportunità di socializzazione e di espressione personale, ma con il loro spettacolo finale creano un momento di condivisione importante per la comunità. Questi eventi non solo arricchiscono il tessuto culturale e sociale locale, ma contribuiscono anche alla vitalità del centro storico, attirando pubblico e generando un indotto positivo per le attività commerciali».

Teatro Persiani
Allora l’ex assessore ricorda quanto fatto dalla precedente amministrazione: «Noi abbiamo sempre lavorato affinché il teatro Persiani rimanesse un punto di riferimento per la nostra comunità, calmierando gli affitti o addirittura azzerandoli per le scuole cittadine di ogni ordine e grado o per particolari spettacoli di beneficienza. Lo stesso vale per le scuole di danza, che già faticano a reperire risorse e che, a differenza di altre discipline sportive, non ricevono contributi pubblici di sostegno. Per comprendere l’impatto concreto di queste nuove tariffe, basti pensare che le scuole di danza, che con la nostra amministrazione pagavano circa mille euro per i saggi di fine anno, ora si troveranno a dover sborsare tra 1.715 e 2.980 euro. Un aumento sproporzionato che rischia di spostare in altri teatri di Comuni vicini gli spettacoli finali delle nostre scuole. Se questo è il “cambio di prospettiva” dell’amministrazione Pepa, è un cambio miope, che va nella direzione opposta all’ascolto, al sostegno e alla crescita delle associazioni recanatesi. La cultura e il volontariato non sono un lusso, ma un valore da difendere e promuovere. E noi continueremo a farlo».
Purtroppo, per far muovere il Teatro, servono soldi. Ora non dico che l'affitto della Location debba necessariamente costare 30mila euro, ma forse, quando la location costa meno del service e meno di tante maestranze che dovrebbero stare appresso allo spettacolo ... Sarebbe meglio premiare compagnie professionali, che possono permettersi di trovare sponsor e pagare spese, piuttosto che compagnie amatoriali, che, volenti o nolenti, alla fine, spesso, vanno avanti a questue, finendo che, pur se con tanta passione, si danneggia un settore, facendo passare l'idea che uno spettacolo teatrale di certi livelli possa NON COSTARE soldi. Non è così: il teatro, a certi livelli, COSTA, per le compagnie amatoriali e le scuole ci potrebbero poi essere anche spazi alternativi, così che, chi tenta la "scalata" nel mondo del teatro, possa capire quali sono le basi, cosa si faceva nei momenti di ristrettezze, solo per amore dell'arte, e cosa si potrebbe fare con un budget. Togliere soldi all'arte, altrimenti, serve solo a far passare il messaggio che l'arte non valga un compenso.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati