
L’auto bruciata
di Alessandro Luzi
«Dormivo e mi ha svegliato mia madre perchè sentiva odore di bruciato, così ho visto il fumo entrare da sotto la porta, ho dato l’allarme e siamo corsi in strada». E’ il racconto di Sabrina Branchesi, residente in via Silone a Macerata, nella palazzina dove questa notte è stato dato fuoco ad un’Alfa Romeo 147 (leggi l’articolo).
«Mia mamma era uscita sul balcone a prendere l’acqua e sentiva un forte odore di plastica bruciata – prosegue Branchesi -. Allora mi ha chiamata per controllare se le mie figlie avessero lasciato qualcosa attaccato alla corrente. Quando mi sono alzata ho iniziato a vedere il fumo entrare da sotto la porta, allora ho avvertito subito mio marito che ha iniziato a vestire le bambine per uscire di casa. Il fumo saliva dalle scale, era denso e dava fastidio agli occhi e al respiro».

Allora la corsa verso l’uscita del condominio e poi giù in strada per mettersi al riparo. All’una e 54 Branchesi ha chiamato i vigili del fuoco e poi ha allertato i vicini che erano a dormire: «Li ho svegliati e subito scesi anche loro – continua -. Eravamo tutti impauriti perché mentre aspettavamo i soccorsi lungo la via, abbiamo iniziato a sentire degli scoppi e nel frattempo era saltata la luce del condominio. Sono stati momenti veramente brutti. Immediatamente sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento l’incendio in circa due ore. Sono rimasti lì fino alle 6 di mattina a monitorare la situazione».

Lo stanzino dove è stato appiccato il fuoco
Oltre all’auto, è stato dato fuoco anche a uno stanzino usato dai condomini come ripostiglio: «Chi è entrato per appiccare il rogo sapeva della stanzetta nel vano delle scale. Dandole fuoco voleva far scoppiare un incendio in tutto il palazzo? Io e gli altri condomini non abbiamo visto persone sospette in giro per la via e in zona non ci sono telecamere».
Oltre ai vigili del fuoco, sul posto è arrivata anche la polizia scientifica per un sopralluogo e raccogliere elementi utili alle indagini in mano alla Squadra mobile. Resta da capire se l’incendio sia collegato o meno con altri avvenuti in città nei giorni scorsi. Al momento non sarebbero stati trovati elementi certi per dire che dietro ai roghi si nasconda la stessa mano ma le indagini, che sono comunque al loro inizio, non escludono che ad appiccare i roghi sia sempre la stessa persona.
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