
Da sinistra: Mauro Sclavi, Enrico Maria Davoli e Fabio Tiberi
di Francesca Marsili
Una gaffe, un errore, un lapsus, un’azione maldestra ed ecco che un discorso o una situazione diventano comici, a volte ridicoli o grotteschi. La reazione di chi vi assiste, inevitabile e impietosa, è la risata, pura e sadica, come l’umorismo. E’ proprio “La comicità involontaria” il tema della 33esima Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte, lo storico concorso a premi organizzato dal comune di Tolentino ufficializzato questa mattina assieme al nome del direttore artistico di questa edizione: Enrico Maria Davoli, docente di Storia dell’arte contemporanea e di Storia del design all’Accademia di Belle arti di Bologna.

Enrico Maria Davoli
Il concorso della Biennale si articola come sempre in due sezioni, una dedicata all’arte umoristica sul tema scelto, l’altro alla caricatura di personaggi illustri. Possono partecipare artisti contemporanei da tutto il mondo, senza limiti di età, con un numero massimo di tre opere per ciascuna sezione, inedite, di dimensioni e tecnica libere, in qualsivoglia forma d’arte visiva e ogni tipologia di materiale e di supporto, anche digitale: pittura, grafica, scultura e installazione, fotografia, video.
«Questa manifestazione internazionale, che ritengo sia uno degli asset strategici più importanti, ci pone in una dimensione che abbiamo definito Tolentino-Europa-Mondo – esordisce il neo assessore alla Cultura Fabio Tiberi -. L’intenzione è quella di far uscire il nome della nostra città, che purtroppo negli ultimi tempi è legato alla ricostruzione post sisma, e farla tornare a significare con ciò che ha di importante. Con il nuovo direttore artistico torniamo alle origini, con la volontà di valorizzare ulteriormente i premi storici e le persone che li hanno ispirati come Luigi Mari e Cesare Marcorelli e con una organizzazione coordinata direttamente. In tal senso va assolutamente ricordato che, fondata nel 1961 dal sindaco e medico Luigi Mari, la Biennale celebra l’umorismo come componente essenziale dell’arte, divenendo un evento culturale di rilievo internazionale a cui hanno partecipato i più importanti artisti internazionali dell’arte umoristica, della caricatura e della satira».
L’edizione di quest’anno, che vedrà come location quella del castello della Rancia, torna ad avere la collazione nel mese di luglio, e la mostra dei lavori che verranno individuati sarà aperta dal 12 luglio al 6 gennaio «Questo significa che Tolentino ha il modo di essere visibile con una proposta culturale importante per un periodo lungo – prosegue Tiberi -, con una novità: l’approccio inclusivo. Ci piacerebbe che la città fosse coinvolta in questa manifestazione, mettermi in campo ogni sforzo affinché parte delle iniziative e delle esposizioni possano avere una collazione all’interno di Tolentino, perché questo legame tra il centro città e il Castello possano convivere».
Un ultimo aspetto legato a questa 33esima edizione è quello della sostenibilità dal punto di vista ambientale: «Le opere verrano inviate in formato digitale, solo quelle scelte saranno in originale».
Il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi sottolinea: «La nostra amministrazione vede nella Biennale dell’umorismo un modo per poter emergere in ambito internazionale».
A tirare le fila di una manifestazione culturale che mantiene il suo spirito originario riuscendo a rinnovarsi agganciando i linguaggi e gli strumenti di espressione contemporanei, è oggi il nuovo direttore artistico Enrico Maria Davoli che è anche direttore del blog-rivista “Fare Decorazione” e autore di numerose pubblicazioni. Si occupa di pittura, scultura, architettura, design. «Quando sono stato interpellato per dirigere questa manifestazione, da cultore dei temi della decorazione – spiega Davoli – mi sono accorto che l’umorismo vive una situazione analoga a quella delle decorazioni. Nella storia dell’arte contemporanea la decorazione è un po’ vilipesa, non si capisce se arte o meno. Tutti in qualche modo siamo decoratori, poi, quando questi linguaggi vengono assunti dagli artisti e praticati a livelli culturalmente degni, si hanno dei lavori a prova di giudizi severi. Nell’umorismo è un po’ la stessa cosa: tutti possiamo essere capaci di lanciare battute e stare al gioco, quando questa arte viene nobilitata ai livelli che competono agli artisti, allora la chiamiamo arte con la “A” maiuscola».

Da sinistra: Mauro Sclavi, Enrico Maria Davoli e Fabio Tiberi
Il direttore artistico passa poi al tema scelto: «Pensate a quante occasioni possano essere il motore di comicità involontaria. Tutti abbiamo una buccia di banana che ci attende per farci scivolare o un palo della luce contro cui andare a sbattere mentre guardiamo il telefonino, situazioni in cui diventare oggetto di riso o ridere a nostra volta. Credo – prosegue – che proporre un tema del genere ad un contesto di partecipazione internazionale come quello della Biennale dell’Umorismo sia interessante perché un ottimo veicolo di interculturalità ed inclusione: molte delle situazioni in cui ci mettiamo a ridere hanno a che fare con la cultura di partenza, dove in alcune zone del mondo di certe cose non si ride, in altri si».
A partire dal 1 marzo sarà possibile scaricare il regolamento e inviare la richiesta di partecipazione sul sito www.biumor.com. Le opere dovranno pervenire entro il 12 maggio 2025. Sarà una Giuria qualificata a selezionare i lavori che saranno esposti nella mostra della Biennale e a scegliere i vincitori, ed è composta da: Enrico Maria Davoli, John Mc Court, Magnifico Rettore dell’Università degli studi di Macerata, Andrea Gualandri, già direttore artistico della Biennale nel 2011, Matteo Nannini, pittore, Ilaria Pezone, filmaker, Roberto Semprini, architetto e designer, Agnese Tonelli, museologa. E’ possibile seguire la Biennale anche sulle pagine Facebook, Instagram, X e sul canale You tube.
Siete nel comune giusto!!!
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