
Educazione ed analfabetismo sentimentale, differenza fra emozioni e sentimenti. E’ un viaggio al centro dell’io (e del noi) quello percorso ieri sera a Civitanova dal pedagogista Stefano Rossi invitato da Andrea Foglia per una nuova tappa di “Io Desidero” al teatro Conti. Una serata che ha fatto registrare il tutto esaurito con una platea al completo e tanti anche in piedi che hanno sopportato la piccola scomodità della posizione pur di ascoltare la lezione di Rossi.

Stefano Rossi psicopedagogista
Dopo l’approfondimento sulle emozioni della scorsa puntata del Festival, Stefano Rossi, psicopedagogista di fama nazionale, ha affrontato il tema dei sentimenti, portando sul palco una riflessione intensa e attualissima: come insegnare ai giovani a riconoscere e comprendere i propri sentimenti in un’epoca che spesso trascura l’educazione affettiva. “Sentimenti maleducati. Coltivare l’intelligenza affettiva per insegnare ai ragazzi le cose dell’amore”, questo il titolo dell’evento, ha esplorato il concetto di analfabetismo sentimentale quale «l’incapacità delle nuove generazioni di dare un nome a ciò che sentono – ha spiegato Rossi – Se non sai riconoscere ciò che provi, il cuore si riempie di sassi che finiscono per diventare peso. E cosa succede? Quei sassi vengono scagliati, verso gli altri sotto forma di violenza, o verso se stessi, con autolesionismo e autodistruzione».

Federica Gianangeli cantautrice
Rossi ha evidenziato la distinzione tra emozioni, innate e naturali, e sentimenti, che nascono dalla cultura. Ha sottolineato come la società contemporanea abbia elevato la felicità, spesso però intesa come un concetto individualista e narcisistico, a valore assoluto, trasformando molte relazioni in legami utilitaristici e superficiali. Nel corso della serata, Rossi ha rivolto un appello a genitori e insegnanti, sottolineando il loro ruolo cruciale nella costruzione di un’educazione sentimentale che guidi i ragazzi verso relazioni sane, prima con se stessi e poi con gli altri. «L’educazione sentimentale è un’educazione alla felicità e alla reciprocità. In una società sempre più narcisistica, dobbiamo allenare nei giovani la capacità di vedere l’altro in profondità».

Katia Marilungo psicologa, psicoterapeuta
L’evento è stato arricchito dalla presenza di Federica Gianangeli, giovane e talentuosa cantautrice, che con le sue canzoni ha emozionato il pubblico, e da interventi incisivi di Paolo Nanni, comunicatore del dipartimento Dipendenze patologiche Ast di Macerata e Katia Marilungo, psicologa, psicoterapeuta, che hanno offerto spunti ulteriori per comprendere e applicare quanto discusso.

Paolo Nanni comunicatore dipartimento Dipendenze patologiche Ast Macerata
«Io Desidero ha dimostrato di saper raggiungere il suo obiettivo principale: creare connessioni autentiche – il commento a seguito dell’evento dell’organizzatore Andrea Foglia – Ha saputo aggregare persone, farle uscire dalle proprie case e dal proprio quotidiano per ritrovarsi, non solo fisicamente, ma anche emotivamente e intellettualmente. Questo ritrovarsi è stato occasione di dialogo su temi profondi e significativi, che toccano la vita di tutti noi: il disagio di un figlio o una figlia in difficoltà, il senso di smarrimento di una società che sembra perdere i suoi punti di riferimento, ma anche la speranza di un cambiamento possibile. Ciò che rende speciale Io Desidero è la sua capacità di affrontare questi argomenti con una doppia narrazione che si completa e si arricchisce: da un lato, la voce dell’esperto, che offre competenza, dati e riflessioni strutturate, dall’altro, la voce del giovane, che porta autenticità, esperienza diretta e una prospettiva fresca e genuina. È in questo equilibrio tra sapere e vissuto che si genera una consapevolezza profonda: di sé, degli altri e del mondo che ci circonda. La serata è stata un esempio concreto di come si possa stimolare una riflessione collettiva e promuovere una comunità più consapevole, solidale e pronta a interrogarsi sulle sfide che ci toccano da vicino. In un tempo in cui tutto sembra correre veloce e frammentarsi, Io Desidero ci ricorda l’importanza di fermarsi, ascoltare e costruire insieme un senso di appartenenza e dialogo».

Andrea Foglia
non basta sapere cosa si deve fare, l'educazione dei giovani passa attraverso qualcuno che ti fa vedere come si fa, cioè adulti che vivono in prima persona quello che dicono di fare.
Serata veramente significativa! Grazie a chi ha organizzato
Lui è bravissimo
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