
I consiglieri Mauro Sclavi e Claudio Carbonari con gli altri candidati della lista “Provincia al centro”
Resta acceso il dibattito sul dimensionamento scolastico regionale che per il prossimo anno interesserà anche diversi istituti del Maceratese. Dopo la mobilitazione di alcuni sindaci dei Comuni interessati dalla riorganizzazione regionale, ora a intervenire sono i consiglieri provinciali della lista “Provincia al centro” Mauro Sclavi e Claudio Carbonari. I due rappresentanti attaccano l’assessore regionale all’istruzione, Chiara Biondi, e evidenziano come «la Regione ha disatteso la proposta presentata dal Consiglio provinciale». Il loro appello va poi al presidente della Provincia Sandro Parcaroli e al consigliere delegato, Pierfrancesco Castiglioni, ai quali chiedono di far sentire la propria voce con la filiera governativa «di cui si vantano di far parte».
«Risulta incomprensibile – esordiscono – la delibera regionale sul dimensionamento scolastico per la provincia di Macerata e inaccettabili le dichiarazioni dell’assessore Biondi (Lega). Questo perché la Regione da un lato dichiara di voler tutelare i territori montani e basso-collinari mentre, dall’altro approva un piano di dimensionamento scolastico completamente difforme da quello proposto e approvato dal Consiglio provinciale di Macerata. Non solo, quello approvato in regione va addirittura in contrasto con le misure strategiche nazionali del Pnrr che mirano proprio a favorire la crescita di queste aree, che ancora oggi versano in una situazione di svantaggio dopo il terremoto del 2016».
Sclavi e Carbonari ritengono questo atteggiamento «irrispettoso nei confronti di sindaci, dirigenti e amministratori scolastici che si sono adoperati per salvaguardare la difficile situazione di quelle realtà scolastiche che rappresentano un’ancora di salvezza e un trampolino di lancio per le generazioni future». Poi entrano nel merito della riorganizzazione: «La decisione di accorpare l’Istituto Comprensivo De Magistris di Caldarola con il Frau-Leopardi di Sarnano e l’Istituto di Colmurano con quello di San Ginesio sembra essere un secondo atto di una ridicola scena teatrale, dato che già queste due realtà (Sarnano e San Ginesio) erano state oggetto di dimensionamento nel 2023 con la costituzione di due Omnicomprensivi andati a regime a settembre scorso e che il comune di Colmurano aveva espresso la sua contrarietà a ogni operazione di accorpamento».

Il consigliere provinciale Mauro Sclavi
A preoccupare i due consiglieri provinciali sono le conseguenze sull’utenza e su un territorio già sofferente: «Non si è tenuto conto dell’impatto di queste scelte e della conformazione delle aree interne, caratterizzata da una viabilità non sicuramente agevole soprattutto nel periodo invernale. Non si è pensato agli studenti e alle famiglie che, nonostante tutto, affrontano sacrifici e lottano per mantenere le loro radici e la loro residenza. Non si è pensato al personale che opera nella scuola e agli insegnanti minimizzando la realtà oggettiva dei problemi concreti che si verificheranno. La semplicistica dichiarazione dell’assessora Biondi che “non sarà chiusa nessuna scuola”, non elimina il problema che ha creato». Allora l’ipotesi che si tratti di scelte politiche: «Ancora una volta hanno predominato favoritismi e logiche clientelari per accaparrarsi le benevolenze di qualche sindaco, riversando i problemi concreti sull’apparato scolastico (lavoratori e utenza), decretando la sconfitta non solo di quei Comuni in cui ricadono le scuole soggette al dimensionamento, ma una sconfitta per l’intero entroterra e non solo».

Il consigliere provinciale Claudio Carbonari
Difficile per i due consiglieri provinciali comprendere come «la proposta presentata dal presidente Parcaroli (Lega) e dal consigliere con delega alla rete scolastica Pierfrancesco Castiglioni (FdI), votata favorevolmente anche dalla lista “Provincia al centro”, che aveva accolto con fiducia le proposte, ritenendole rispettose delle esigenze del territorio e in linea con le procedure di concertazione richieste dalle linee guida regionali, sia stata completamente disattesa dalla Regione». Dunque incalzano con le domande: «Per quale ragione la giunta regionale e l’assessore Biondi hanno completamente stravolto le indicazioni pervenute dalla Provincia di Macerata? Per quale motivo non si sono preoccupati di dimensionare anche quegli istituti scolastici sottodimensionati delle altre Province penalizzando a colpi di roulette russa il territorio maceratese e favorendo invece altri territori provinciali?». Infine l’appello a Parcaroli e Castiglioni: «Vorremmo chiudere il sipario di questo triste epilogo con l’auspicio che il presidente e il consigliere, che vantano di essere parte della filiera governativa, abbiano il coraggio di proferire parola in merito e di contrastare questa deriva».

Chiara Biondi, assessore regionale all’istruzione
Intanto, proprio in queste ore, l’assessore Biondi è intervenuta sul tema sostenendo che «Le Marche si distinguono tra le Regioni d’Italia per il rispetto delle direttive sul dimensionamento scolastico. Le Marche – dice – risultano tra le Regioni che potranno usufruire di una serie di misure agevolative, tra le quali la possibilità di istituire classi anche senza il requisito del numero minimo di studenti, la salvaguardia del contingente Ata per l’anno scolastico 2025/26 e la nomina di un docente con funzioni vicarie del dirigente scolastico sulle scuole oggetto di dimensionamento. Il dimensionamento scolastico – aggiunge l’assessore – risponde ad obiettivi precisi stabiliti da normative europee e nazionali che la Regione ha il compito di attuare già dal 1998. Non si chiudono plessi ma si interviene soltanto sull’organizzazione e sulla presenza dei dirigenti scolastici, in taluni casi anche garantendo la presidenza laddove per ragioni numeriche esiste da anni solo una reggenza».
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Se la cantano e se la suonano
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Non mantengono le promesse nemmeno fra di loro..come si può pensare lo facciano con gli elettori…che Macello—