
Il pm Francesca D’Arienzo
di Gianluca Ginella
Cinquecento euro per non diffondere le foto hard della figlia. Questa la richiesta che un 19enne, oggi condannato a 5 anni, avrebbe fatto ad un uomo. Il giovane è finito sotto accusa per tentata estorsione e per aver diffuso illecitamente contenuti sessualmente espliciti. Oggi la sentenza al tribunale di Macerata. Il processo si è svolto davanti al giudice Domenico Potetti. Nelle scorse udienze era stata sentita la ragazza, ora 19enne.
La giovane aveva raccontato quello che aveva vissuto in circa due ore di udienza. E quella testimonianza è stata ricordata oggi dal pm Francesca D’Arienzo nel corso della sua requisitoria.

Sara Scalpelli
«Dopo la lunga escussione della ragazza quello che è emerso è che era fragilissima. Penso non potesse capitarle cosa peggiore di quella che è successa: ha avuto fiducia in questo ragazzo di 18 anni che l’ha filmata e ha utilizzato queste immagini sapendo che era fragile e attaccabile». Il pm ha sottolineato: «Non c’è stata nessuna pietà da parte dell’imputato, nessuna richiesta di scuse. Né verso la ragazza né verso la sua famiglia». Alla fine ha chiesto la condanna a 5 anni e il riconoscimento di una provvisionale.
Al processo la ragazza e il padre erano parte civile, assistiti dall’avvocato Sara Scalpelli: «Queste gravi vicende hanno causato terrore e sofferenza in tutto il nucleo familiare della giovane».
L’avvocato Giancarlo Giulianelli, dopo la sentenza: «Faremo appello. Situazione nata in un contesto di giovanile disagio».
Il giudice ha condannato il 19enne a 5 anni, a una multa di 10mila euro e ha disposto 30mila euro di provvisionale per il padre della ragazza.

L’avvocato Giancarlo Giulianelli
I fatti contestati sono avvenuti in un piccolo centro del Maceratese. Secondo l’accusa il 19enne, il 4 ottobre del 2023, avrebbe inviato al padre della ragazzina video erotici della figlia (che l’imputato stesso avrebbe realizzato), intimandogli tramite Whatsapp il pagamento di 500 euro per evitare la pubblicazione dei video e di foto della giovane. L’imputato avrebbe anche inviato all’uomo una foto della figlia svestita che poi si era cancellata dopo la visione. Il padre della ragazza si era però rifiutato di pagare.
*A tutela della vittima il nome dell’imputato non viene indicato.
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